Bruno Barbieri si racconta in Controluce: la fuga da casa, il padre e gli squali

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A sedici anni è scappato di casa, ha dormito senza un soldo in tasca e ha visto morire amici nell’hinterland bolognese degli anni Ottanta. Oggi Bruno Barbieri è uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana, giudice storico di Masterchef e conduttore di 4 Hotel, ma la sua prima autobiografia, «Controluce. Ombre e segreti di una vita», in libreria da martedì 15 settembre per Cairo editore, racconta una storia molto diversa da quella che il pubblico è abituato a vedere.

Il rapporto con il padre Nello

Il capitolo più doloroso del libro riguarda il padre, un uomo che Barbieri descrive come durissimo, proveniente da una famiglia di sedici fratelli, per il quale esisteva soltanto il lavoro. «Avrebbe voluto che diventassi ingegnere, ma io ero un creativo», ha raccontato al Corriere della Sera, aggiungendo che per il genitore era «un incapace» e che il confronto con lui è stato doloroso. La riconciliazione è arrivata soltanto in punto di morte: «Riuscire a dirgli “papà ti voglio bene” è stata una liberazione».

Barbieri è convinto che il padre se ne sia andato avendo capito i propri errori, anche se non gliel’ha mai detto esplicitamente.

Le donne di famiglia e la fuga da casa

A bilanciare il peso della figura paterna sono state le donne della famiglia: la madre Ornella e soprattutto la nonna materna Mina, che gli ha trasmesso la passione per la cucina durante i giorni passati nelle campagne di Sasso Marconi. Proprio dal conflitto con il padre è nata la spinta ad andarsene: «Nel libro racconto cosa ha significato dover fuggire da casa mia...

L’ho fatto grazie al lavoro, che mi ha aiutato a scappare da una famiglia che voleva diventassi altro», ha spiegato lo chef, precisando di aver affrontato un percorso di analisi a vent’anni che lo ha molto aiutato, anche se solo ora sente di aver rimesso davvero insieme i pezzi.

Gli squali e le ferite dei tradimenti

Nel libro trova spazio anche un capitolo amaro dedicato ai tradimenti subiti da persone molto vicine. «Quando scoprono le tue debolezze, le tue difficoltà, entrano nella tua vita e ti mangiano vivo. Sono quelli che io chiamo gli squali. Vivevo accanto a individui di cui mi fidavo e invece erano lì solo per fiutare il mio sangue», ha dichiarato Barbieri, spiegando di aver eretto una barriera difensiva: «Tra me e certe persone è scesa una saracinesca. Ora ho pochissimi amici. Seleziono molto». Per lui l’amicizia è una cosa sacra, e la ferita dei tradimenti è ancora aperta.

L’incidente negli Stati Uniti e il grande amore perduto

Tra le pagine emerge anche il racconto di un episodio che ha segnato la sua percezione dell’esistenza: un grave incidente stradale avvenuto negli Stati Uniti il giorno del Superbowl, quando due ubriachi passarono con il rosso e lo colpirono, provocandogli un trauma toracico pesante. «Quando sono uscito tutto intero dalla macchina ho capito che l’esistenza è davvero brevissima», ha raccontato.

Nel volume c’è spazio anche per il ricordo del grande amore della sua vita, una storia iniziata sui banchi di scuola e finita in tragedia, della quale Barbieri ha sempre parlato con estrema riservatezza: «Non mi sono mai più innamorato come allora. Quando vedo il figlio di questa persona mi emoziono... Ma di questo non parlerò mai».

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