Napoli su Mainoo: il sì del talento, il veto di Amorim e il ruolo di McTominay

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La trattativa del Napoli per Kobbie Mainoo, il giovane centrocampista inglese del Manchester United, si è arenata dopo un iniziale slancio, con l’allenatore dei Red Devils, Ruben Amorim, che ha deciso di bloccare l’operazione. Il direttore sportivo Giovanni Manna, che aveva ottenuto il fondamentale assenso del giocatore, si trova ora di fronte a un ostacolo imprevisto, il cui superamento appare tutt’altro che scontato. Mainoo, il quale vede nel possibile approdo in Serie A un’occasione per accrescere il proprio minutaggio in vista del prossimo campionato del mondo, aveva infatti ricevuto pareri positivi da Scott McTominay, suo ex compagno di spogliatoio a Manchester, il quale gli avrebbe descritto in termini favorevoli l’ambiente calcistico italiano e l’imminente avvento sulla panchina azzurra di Antonio Conte.

L’impasse e la posizione del club inglese

La volontà del tecnico portoghese, chiamato a guidare la squadra in un momento di difficoltà, di non privarsi di un elemento considerato un gioiello di prospettiva rischia dunque di far saltare l’intera operazione, nonostante le intenzioni del club campano di chiudere l’affare già nella sessione di mercato di gennaio. Amorim, che ha ereditato una compagine in fase di ricostruzione, ritiene il centrocampista parte integrante dei suoi progetti, ponendo un veto che trasforma il negoziato, da una semplice trattativa economica, in una complessa partita diplomatica tra società.

I contenziosi del superbonus e il peso sui cittadini

Mentre il calciomercato vive queste sue intricate dinamiche, un altro fronte, quello legato alle agevolazioni fiscali per l’edilizia, si avvia verso una fase delicata e potenzialmente onerosa per migliaia di persone. Con la scadenza del termine per usufruire del superbonus fissata al 31 dicembre, l’attenzione si sposta infatti sui numerosi contenziosi aperti e sui controlli dell’Agenzia delle Entrate, i quali potrebbero tradursi in pesanti revoche e sanzioni. Le casistiche più frequenti, ormai in fase di definizione giudiziaria, riguardano gli appaltatori general contractor che, non avendo ultimato i lavori o avendoli eseguiti in modo carente, hanno di fatto causato la perdita del diritto alla detrazione per committenti e condomini.

Le contestazioni fiscali e il rischio stangata

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, sta esaminando con rigore diverse situazioni, arrivando a contestare a quei privati che, dopo aver beneficiato delle agevolazioni, abbiano proceduto alla vendita degli immobili ristrutturati. In questi casi, l’amministrazione finanziaria sostiene che il soggetto abbia agito da imprenditore edilizio, disconoscendo così l’agevolazione fruita e avviando l’accertamento per recuperare le somme detratte, oltre a irrogare sanzioni e interessi. Il rischio per i cittadini che hanno aderito al programma in buona fede è dunque concreto: se i requisiti tecnici, dal salto energetico al completamento dell’opera, non vengono rispettati alla lettera, scatta l’obbligo di restituire gli importi percepiti, una prospettiva che grava esclusivamente sui committenti, spesso lasciati soli a fronteggiare le inefficienze organizzative di altri soggetti coinvolti.

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