Laura Pausini, il concerto a Quito si ferma per un malore: ossigeno sul palco e poi la ripresa

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La dodicesima tappa dell’“Io Canto World Tour 2026-2027” rischiava di trasformarsi in un evento dalla portata ben più drammatica, laddove non fosse intervenuta la tempestività dello staff e la lucidità dell’artista. Laura Pausini, esibendosi al Coliseo General Rumiñahui di Quito, ha dovuto fronteggiare un malore improvviso che l’ha costretta a interrompere la performance. Davanti a una platea di circa ottomila spettatori, la cantante romagnola ha avvertito un forte affanno, portandosi una mano al petto in un gesto che ha subito gelato l’aria del palazzetto.

L’altitudine come fattore scatenante

A causare il mancato respiro – e non si tratta di una condizione patologica pregressa – è stata l’estrema altitudine della capitale ecuadoriana. Quito, infatti, sorge a circa 2.850 metri sul livello del mare, un’altezza che riduce sensibilmente la pressione atmosferica e, di conseguenza, la concentrazione di ossigeno disponibile. Per chiunque non sia acclimatato, sostenere uno sforzo fisico intenso come quello di un concerto rock diventa un’impresa proibitiva; la voce, che richiede un controllo diaframmatico costante, viene messa a dura prova da quel senso di oppressione tipico del “mal di montagna”.

Nessuna fuga, la scelta di restare sotto i riflettori

A differenza di quanto accade in altre situazioni d’emergenza, la 51enne non è voluta uscire di scena. Anzi, ha richiesto l’intervento del personale sanitario direttamente sul palco, rifiutando qualsiasi ipotesi di backstage. Con grande naturalezza – e quel pizzico di ironia che contraddistingue la sua comunicazione – Pausini si è fatta portare la bombola d’ossigeno, ha indossato la maschera davanti agli occhi dei fan e ha chiesto al pubblico: “Si può parlare mentre si indossa questa maschera, o è meglio di no?”. La battuta, colta al volo dai presenti, ha rotto la tensione accumulata in quei pochi, lunghissimi secondi di silenzio.

Un episodio già accaduto nel 2024

Non è la prima volta che l’artista deve ricorrere a un supporto simile durante un live. Già nel corso del 2024, esibendosi a Città del Messico – altra metropoli situata a quote elevate – Laura Pausini aveva vissuto un episodio analogo, dimostrando ancora una volta come la mancanza d’aria sia il vero nemico di chi viaggia tra continenti diversi senza il tempo necessario per l’acclimatamento. In quell’occasione, come è accaduto venerdì scorso, la cantante aveva affrontato il malessere senza drammi, riprendendo il filo del concerto dopo pochi minuti. Il tour, che proseguirà nei prossimi giorni toccando altre capitali latinoamericane, non ha subito variazioni di programma.

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