Epatite A a Napoli, la Regione Campania acquista 25mila vaccini e li offre gratis ai soggetti fragili
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Redazione Salute
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L’ospedale Cotugno, presidio infettivologico di riferimento per l’intera area metropolitana, registra in questi giorni una pressione costante, con i ricoverati saliti a 53 unità, una cifra che rappresenta un incremento significativo rispetto alla media stagionale degli ultimi anni, sebbene i medici tengano a precisare che si tratta di pazienti in fase acuta ma con epatiti non complicate, le cui condizioni cliniche, al momento, non destano particolare preoccupazione. Questa impennata dei contagi, che ha spinto i numeri a toccare quota dieci volte la media del decennio precedente, ha indotto la direzione Salute di Palazzo Santa Lucia a varare un piano straordinario che agisce su due fronti paralleli: da un lato il rafforzamento dei controlli lungo la filiera alimentare, dall’altro il potenziamento dell’offerta vaccinale gratuita.
Sul fronte della prevenzione attiva, la Regione Campania ha disposto l’acquisto di 25mila dosi di vaccino anti-HAV, garantendo la somministrazione gratuita per quelle categorie considerate a rischio epidemiologico o particolarmente esposte al contagio. Rientrano in questa platea il personale sanitario e sociosanitario, gli operatori dell’intera filiera alimentare, i pazienti definiti fragili per condizioni patologiche preesistenti e la popolazione pediatrica, valutata in relazione al contesto di esposizione; a questi si aggiungono, con una misura che mira a spezzare le catene di trasmissione interumana, i soggetti che sono venuti in contatto stretto con persone infette, per i quali la vaccinazione post-esposizione, se somministrata tempestivamente, rappresenta uno scudo efficace.
Le indagini sulla filiera dei molluschi e l’ipotesi della contaminazione ambientale
Le indagini epidemiologiche, condotte in sinergia con l’Istituto zooprofilattico di Portici, hanno concentrato l’attenzione sui molluschi bivalvi, da sempre veicolo privilegiato del virus HAV quando consumati crudi o insufficientemente cotti. Dei 154 prelievi effettuati negli stabilimenti di mitilicoltura, sette campioni sono risultati positivi, rafforzando l’ipotesi, sostenuta anche dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, che il quadro possa essere collegato ai fenomeni meteorologici estremi dello scorso inverno. Le intense e prolungate precipitazioni, secondo questa ricostruzione tecnica, potrebbero aver causato la saturazione degli impianti fognari e conseguenti sversamenti in mare, contaminando temporaneamente alcune aree marine destinate all’allevamento. Tuttavia gli specialisti avvertono che non tutti i pazienti riferiscono il consumo di frutti di mare, lasciando aperta la possibilità di una dinamica più complessa, che include la trasmissione diretta da persona a persona dovuta a un abbassamento delle guardia sulle norme igieniche di base.
A livello operativo, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente che impone il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi in tutti i pubblici esercizi, una misura che si accompagna a una raccomandazione analoga per le famiglie, mentre i carabinieri del Nas hanno intensificato i controlli per contrastare il fenomeno del “fuori mercato” e sequestrare i prodotti sprovvisti di tracciabilità. Per le violazioni di queste disposizioni, le sanzioni amministrative pecuniarie possono arrivare fino a 20mila euro, con la possibilità, in caso di recidiva, di procedere alla sospensione dell’attività per un periodo compreso tra uno e trenta giorni.
La risposta sanitaria tra monitoraggio ambientale e profilassi vaccinale
La strategia regionale si fonda su un approccio che gli stessi tecnici definiscono “multilivello”, combinando la sorveglianza epidemiologica con la gestione tempestiva dei casi e dei contatti, gli approfondimenti molecolari e il potenziamento della profilassi vaccinale finanziata con fondi regionali. L’azione della Regione, che ha già diramato una nota ufficiale ai direttori delle Asl e al presidente del Consiglio regionale Roberto Fico, punta a garantire una risposta uniforme su tutto il territorio campano, evitando disparità di trattamento tra le diverse province. Resta alta l’attenzione anche sui controlli nei ristoranti e nei canali di vendita, con verifiche che riguardano non solo i mitili, ma anche, sebbene con esiti al momento negativi, l’ortofrutta, un comparto che per via delle lavorazioni nei campi può rappresentare un veicolo alternativo di contaminazione fecale.
Sebbene il quadro epidemiologico mostri una diffusione del virus superiore di 41 volte rispetto all’ultimo triennio, i medici del Cotugno e gli infettivologi della Simit continuano a parlare di focolaio circoscritto piuttosto che di epidemia, invitando la popolazione a non farsi prendere dal panico ma a osservare rigorosamente le norme igieniche: lavaggio frequente delle mani, separazione degli alimenti crudi da quelli cotti durante la preparazione, e la regola fondamentale di consumare i molluschi solo dopo cottura uniforme, dato che la semplice apertura delle valve non costituisce garanzia di sicurezza. Nel frattempo, il dato più confortante rimane quello relativo allo stato di salute dei ricoverati, tutti gestiti clinicamente senza complicanze, a conferma che, se tempestivamente intercettata, l’infezione da HAV, sebbene debilitante nella fase acuta, tende a risolversi senza lasciare strascichi nella maggior parte dei soggetti immunocompetenti.




