Alcolici, necessarie etichette sul rischio cancro

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L'alcol, una delle principali cause prevenibili di cancro, dovrebbe recare un'etichetta di avvertimento simile a quella presente sui pacchetti di sigarette. Questa dichiarazione, proveniente dal capo operativo della Sanità statunitense, Vivek Murthy, è stata recentemente pubblicata sul sito dell’Office of the Surgeon General, l’ente del Dipartimento della Salute degli Stati Uniti che si occupa di fornire alla popolazione informazioni scientifiche validate. Nel nuovo documento, denominato "advisory", vengono descritte le evidenze sul nesso causale tra il consumo di alcol e l'aumento del rischio di almeno sette tipi diversi di tumore: bocca, esofago, faringe, laringe, fegato, colon-retto e seno (nelle donne).

Il governo degli Stati Uniti, dunque, intende introdurre etichette di avvertimento sulle bottiglie di bevande alcoliche, simili a quelle presenti sui pacchetti di sigarette, per informare i consumatori sui rischi di cancro legati al consumo di alcol. Questa misura, che ricorda la dicitura "nuoce gravemente alla salute" stampata sui pacchetti di sigarette, è stata proposta durante il primo mandato di Donald Trump e prevede che le nuove etichette coprano quasi metà delle confezioni.

Secondo Murthy, il consumo di alcolici è responsabile di circa 100.000 casi di cancro negli Stati Uniti e di 20.000 decessi per tumore ogni anno, un numero superiore ai 13.500 decessi per incidenti stradali associati all'alcol. Il collegamento diretto tra consumo di alcol e rischio di tumore è ben consolidato per almeno sette tipi di cancro, inclusi quelli dell'esofago, della bocca, della gola e della laringe, indipendentemente dal tipo di alcol consumato, che si tratti di birra, vino o liquori.

La pubblicazione di questo rapporto ha avuto ripercussioni anche sul mercato azionario, con aziende come Campari, Remy Cointreau, Pernod Ricard, Diageo e AB InBev che hanno registrato perdite significative. In particolare, Campari ha chiuso l'ultima seduta della settimana a Milano con un calo del 5,21%, attestandosi a 5,782 euro per azione.

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