Diesel Euro 5, il Piemonte cancella il blocco, in Lombardia scatta lo stop: le regole dal 1° ottobre
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Redazione Economia
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Il conto alla rovescia per i proprietari di auto diesel Euro 5 è ormai agli sgoccioli, ma il quadro normativo che si profila all'orizzonte è tutt'altro che omogeneo. A pochi giorni dal fatidico 1° ottobre 2026, data fissata per l'ingresso in vigore delle nuove limitazioni alla circolazione nel bacino padano, le quattro Regioni interessate hanno imboccato strade decisamente divergenti, creando un mosaico di regole che rischia di disorientare gli automobilisti.
Se la Lombardia si appresta a confermare la stretta, il Piemonte ha fatto marcia indietro, sostituendo il divieto con un pacchetto di misure alternative che ha già ottenuto il via libera.
La legge nazionale e il rinvio di un anno
Il punto di partenza, per tutti, è la legge 105 del 18 luglio 2025, che ha differito al 1° ottobre 2026 l'entrata in vigore delle limitazioni strutturali per i veicoli diesel Euro 5, previste inizialmente per l'ottobre dell'anno precedente. Il provvedimento, che affonda le radici nel decreto-legge 121 del 2023 varato per rispondere a una procedura di infrazione europea sulla qualità dell'aria, riguarda in via prioritaria i Comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti.
La norma, però, concede alle amministrazioni regionali un margine di manovra significativo: la possibilità di sostituire il fermo delle auto con altre misure capaci di garantire una riduzione equivalente delle emissioni. Ed è proprio su questa leva che si sono giocate le diverse strategie territoriali.
Il modello Piemonte: misure alternative al blocco
Il Piemonte è stata la prima Regione del Bacino Padano a cogliere questa opportunità, approvando un aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell'aria che ha di fatto scongiurato il blocco per i circa 307.000 veicoli diesel Euro 5 presenti sul territorio.
La decisione, annunciata dal presidente Alberto Cirio e dall'assessore all'Ambiente Matteo Marnati, si basa su un pacchetto di interventi compensativi che, secondo le simulazioni effettuate, consentirebbe di raggiungere gli stessi risultati emissivi senza imporre uno stop alla circolazione.
Tra le misure spiccano uno stanziamento di 14 milioni di euro per incentivare l'utilizzo dei biocarburanti HVO sul trasporto pubblico e sulle auto private, con contributi annuali tra 50 e 100 euro erogati tramite carte carburante dedicate, e ulteriori 14,4 milioni di euro destinati alla manutenzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti. L'uso dell'HVO, va sottolineato, non sarà obbligatorio per continuare a circolare: il blocco è stato cancellato per tutti i diesel Euro 5, indipendentemente dal carburante utilizzato.
La Lombardia conferma il blocco: orari e città interessate
All'estremo opposto si colloca la Lombardia, dove il blocco degli Euro 5 è atteso con certezza a partire dal 1° ottobre. Il divieto scatterà dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30, senza una sospensione stagionale, a differenza di quanto previsto in altre regioni. Le limitazioni riguarderanno le aree urbane dei Comuni con più di 100.000 abitanti, ovvero Milano, Brescia, Monza e Bergamo.
Per chi possiede un diesel Euro 5 in queste città, resta comunque la possibilità di aderire al sistema MoVe-In (Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti), che consente di evitare i blocchi fissi in cambio di un tetto massimo di chilometri percorribili all'interno delle aree soggette a restrizioni, monitorato tramite una scatola nera installata sul veicolo.
Per le prossime annualità, il calendario delle restrizioni si allargherà ulteriormente: dal 1° ottobre 2027 toccherà ai veicoli commerciali leggeri (categorie M2, N1 e N2), mentre dal 2028 la stretta si estenderà alle altre categorie di mezzi.
Veneto ed Emilia-Romagna: il limbo delle decisioni
In bilico tra questi due modelli si trovano Veneto ed Emilia-Romagna. A inizio agosto, la Giunta veneta ha approvato una delibera che avvia l'iter per sospendere il blocco, che riguarderebbe almeno 150.000 veicoli nei Comuni sopra i 100.000 abitanti e nei relativi agglomerati. La proposta, sostenuta dal presidente Alberto Stefani, dovrà ora passare al vaglio del Consiglio regionale.
Le ipotesi sul tavolo includono l'anticipo del bando per convertire i diesel Euro 5 in veicoli Dual Fuel e il ricorso allo smart working per i dipendenti pubblici nelle giornate di massimo allarme smog. In Emilia-Romagna, invece, il quadro rimane ancora aperto: il blocco atteso per il 1° ottobre potrebbe coinvolgere circa 250.000 veicoli, ma la Regione sta lavorando a interventi sostitutivi che, se non individuati entro la fine del mese, lascerebbero spazio alle restrizioni già previste, in vigore fino a marzo 2027 dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 18:30.
Chi possiede un diesel Euro 5, insomma, deve prepararsi a un'autunno caldo, ma con regole che cambieranno radicalmente a seconda del luogo in cui si vive o si viaggia. La normativa nazionale lascia spazio a interpretazioni diverse, e le Regioni hanno scelto di percorrere strade autonome, tra incentivi, proroghe e conferme di divieti. Una sola data, il 1° ottobre 2026, ma un mosaico di regole e deroghe che, di fatto, rende il "blocco" una misura dai contorni sempre più sfumati.
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