Organici docenti 2026/2027, calano i posti di potenziamento e il sostegno resta un rebus

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il tavolo tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali, apertosi il 15 aprile sulla base di una bozza di nota presentata dall’Amministrazione, ha restituito un quadro dell’organico docente per il prossimo anno scolastico – il 2026/2027 – segnato da una contrazione secca dei posti cosiddetti “di potenziamento”, mentre il comparto del sostegno registra un incremento tanto lieve da non invertire la tendenza alla precarietà strutturale. A darne notizia per prima è stata la UIL Scuola, che ha subito sottolineato come le scelte dell’esecutivo restino ancorate a rigidi vincoli di spesa, trascurando – a suo giudizio – la necessità di investire sulla qualità dell’offerta formativa e sulla riduzione del numero di alunni per classe. Il calo demografico, ormai un dato strutturale del sistema scolastico italiano, agisce da sfondo ineludibile: meno studenti significano meno classi, e meno classi si traducono, quasi meccanicamente, in una riduzione dell’organico complessivo.

La bozza del MIM e il nodo dei posti in deroga sul sostegno

Nel corso dell’incontro – che faceva seguito a un precedente confronto in cui era già stato illustrato il prospetto generale – l’Amministrazione ha messo sul tavolo i numeri definitivi delle dotazioni organiche di diritto. E proprio su questo punto si è concentrata la critica più aspra dell’Anief, il sindacato che ha partecipato alla riunione annuale al Ministero. Secondo l’Anief, è inaccettabile che i posti in deroga sul sostegno continuino a rimanere fuori dall’organico di diritto: si tratta ormai della metà dei posti complessivi destinati agli alunni con disabilità, una quota talmente rilevante da essere affidata ogni anno a supplenti temporanei. Ne consegue, spiega il sindacato, l’impossibilità di garantire quella continuità didattica che invece sarebbe essenziale per i percorsi educativi più fragili. La richiesta, pertanto, è di stabilizzare definitivamente la situazione, assorbendo quei posti nell’organico strutturale.

La replica della Uil Scuola: “Non basta un lieve aumento”

La Uil Scuola, pur condividendo l’allarme sul sostegno, ha allargato lo sguardo all’intera architettura degli organici. Il lieve incremento previsto per i docenti di sostegno – un aumento che, per quanto numericamente positivo, non riesce a compensare le decennali carenze di personale specializzato – viene giudicato insufficiente. Ciò che preoccupa maggiormente, nelle parole del sindacato, è il calo dei posti di potenziamento: quelle figure, cioè, che servono a ridurre il rapporto alunni-docente, a potenziare le competenze di base e a gestire situazioni di fragilità sociale. Con meno potenziamento, avvertono dalla Uil, si rischia di aumentare la pressione sulle classi già sovraffollate, vanificando qualsiasi discorso sulla qualità della didattica.

Le procedure locali: il caso di Foggia e l’informativa alle OO.SS.

Mentre al centro il confronto sindacale procede tra richieste di stabilizzazione e vincoli di bilancio, gli uffici scolastici provinciali si stanno già attrezzando per recepire le direttive nazionali. È il caso dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Foggia, dove la nuova gestione dirigenziale – che ha mostrato una tempestività finora poco consueta – ha convocato le organizzazioni sindacali per il 21 aprile 2026. L’incontro, in questo caso, ha carattere di “informativa” sulla definizione degli organici del personale docente per l’anno scolastico 2026/2027. Una procedura analoga, ma limitata alle sole sigle sindacali rappresentative, è stata già avviata dal MIM a livello centrale. Resta il fatto, osservano i sindacati locali, che il quadro complessivo rischia di tradursi, in molte province italiane, in esuberi e in un nuovo gioco di spostamenti tra scuole.

Posti “perdenti” e riduzione delle classi: le altre criticità sul tavolo

Oltre al nodo del sostegno e al taglio del potenziamento, l’Anief ha sollevato un’altra questione destinata a pesare sulle prossime mobilità: quella dei cosiddetti “perdenti posto”. Con la riduzione del numero delle classi – effetto diretto del calo demografico – molti docenti si troveranno senza cattedra nell’organico di diritto, alimentando un contenzioso che già in passato aveva congestionato gli uffici scolastici. A ciò si aggiunge la mancata previsione, ancora una volta, di un piano organico per la riduzione del numero di alunni per classe, una misura che la Uil Scuola continua a indicare come prioritaria per non trasformare il calo demografico in un’occasione persa. La bozza del Ministero, insomma, fotografa una scuola che arretra sul piano della qualità pur di restare entro i parametri di spesa, lasciando i sindacati – dal sindacato autonomo Anief alla stessa Uil – su posizioni di netta contrarietà.

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