Test per le Professioni Sanitarie, posti in aumento ma le domande calano
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Redazione Salute
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Quasi trentasettemila posti disponibili, un incremento del 3,8% rispetto all’anno precedente, stabilito dal Decreto Ministeriale n. 594 del 7 agosto 2025: questo il quadro, apparentemente favorevole, che ha accolto i tantissimi candidati al test di ammissione per i corsi di laurea triennali nelle Professioni Sanitarie, svoltosi in tutta Italia. Un dato che, se da un lato sembra aprire prospettive incoraggianti per chi aspira a entrare nel settore, dall’altro deve fare i conti con una realtà complessa e in parte contraddittoria, dove l’aumento dell’offerta non sempre coincide con una domanda altrettanto vigorosa.
La giornata di prove, che ha impegnato gli studenti con sessanta quesiti da risolvere in cento minuti, ha infatti registrato un paradosso significativo. Sebbene i posti messi a bando siano cresciuti, raggiungendo quota 36.923 a livello nazionale, le domande presentate hanno mostrato un leggero calo, un segnale che non può essere ignorato e che richiede analisi approfondite. In alcuni atenei, come è accaduto al Polo universitario di Via Briamasco a Trento, l’affluenza è stata importante – 455 candidati per 380 posti – ma il panorama generale indica una tendenza differente.
Il caso più emblematico è quello del Corso di Laurea in Infermieristica, che storicamente rappresenta una delle colonne portanti del sistema sanitario. Proprio qui, nonostante le ripetute sollecitazioni delle Regioni, delle Province Autonome e dell’Ordine professionale per aumentare i numeri, le immatricolazioni non decollano. Il numero complessivo di domande, infatti, non è riuscito a coprire nell’immediato tutti i posti banditi, un dato che lascia presuppere criticità nel reclutamento, seppur con differenze territoriali non trascurabili. Nel Meridione, ad esempio, il rapporto domande-posti si attesta su un valore medio di 1,5, leggermente più alto ma comunque non entusiasmante.




