Ferrari, il venerdì di Suzuka lascia l’amaro in bocca: Leclerc e Hamilton chiedono passo e bilanciamento

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La prima giornata di libere sul circuito di Suzuka ha consegnato alla Ferrari un verdetto che sa di realtà cruda, se non di un preoccupante déjà-vu. Charles Leclerc e Lewis Hamilton, al termine delle due sessioni che hanno aperto il weekend del Gran Premio del Giappone, hanno fatto quadrato attorno a un’analisi che, per quanto lucida, non cela una certa amarezza: alla SF-26 manca il passo. Non si tratta soltanto di una questione di potenza della Power Unit – aspetto su cui il divario dalla vetta appare evidente – ma di un equilibrio generale che, nelle parole dei due piloti, stenta ancora a trovare la finestra ottimale di funzionamento.

La giornata, seppur impegnativa, si è svolta in maniera lineare per la squadra di Maranello, che ha portato a termine il programma di lavoro previsto accumulando complessivamente 103 giri. Un quantitativo di tornate che ha permesso di raccogliere dati preziosi, sia sul comportamento della vettura sul giro secco, sia sulla sua consistenza nel passo gara. Tuttavia, il contesto in cui queste rilevazioni sono state effettuate era tutt’altro che statico: l’ampia riasfaltatura di molte porzioni del tracciato nipponico ha reso il livello di aderenza una variabile in continua evoluzione, una condizione che ha messo ulteriormente alla prova la capacità di adattamento delle monoposto.

A gettare un’ombra più lunga sul venerdì della Rossa è stato il riscontro cronometrico. Al termine della simulazione di qualifica in FP2, quella condotta con gomme a mescola soft, Lewis Hamilton ha dovuto accontentarsi della sesta piazza, staccato di ben 847 millesimi dal tempo di riferimento firmato da Oscar Piastri con la McLaren. La sensazione, osservando l’andamento delle rosse sull’asfalto giapponese, è che la Ferrari abbia faticato a trovare un comportamento armonico, quasi come se la vettura fosse improvvisamente regredita agli standard deludenti che ne avevano caratterizzato la stagione precedente.

Un venerdì di lavoro e consapevolezza per la squadra di Maranello

Le parole di Lewis Hamilton al microfono, al termine di una giornata che lui stesso ha definito “complicata”, sono state particolarmente eloquenti nel descrivere lo stato d’animo del box. L’inglese, che nel corso delle libere non ha nascosto un certo disagio nel rapporto di fiducia con la sua SF-26, ha evidenziato come al momento manchi la velocità pura, ma abbia anche sottolineato – quasi a voler trattenere un eccesso di pessimismo – come esista un margine da estrarre dalla macchina, a patto di azzeccare la configurazione. Un mix di realismo e determinazione, insomma, che fotografa una squadra consapevole di dover lavorare con attenzione sui dettagli per ricucire lo strappo.

Dal canto suo, Charles Leclerc ha fatto eco al compagno di squadra, unendosi a quello che è di fatto un coro unanime: il deficit dal vertice, al momento, è ampio. A Suzuka, tracciato storico che mette tradizionalmente a nudo le qualità intrinseche di una monoposto, la Ferrari ha dato l’impressione di essere scivolata in una sorta di terza forza. La McLaren, con la sua competitività cristallina, ha stretto in una morsa le due Mercedes, che restano lo spauracchio anche su questa pista, lasciando le rosse a dover inseguire.

L’asfalto nuovo e la sfida del bilanciamento per la SF-26

Uno degli elementi che ha complicato la lettura dei dati per gli ingegneri è stato proprio lo stato della pista. La recente riasfaltatura di ampie porzioni del tracciato ha offerto ai piloti un livello di grip in continua evoluzione, un fattore che rende particolarmente insidioso il lavoro di messa a punto. Per la Ferrari, che già sta cercando di risolvere un’equazione di bilanciamento non ancora risolta, questa variabile ha aggiunto un ulteriore grado di difficoltà, rendendo meno immediata la correlazione tra le simulazioni e il comportamento reale sull’asfalto.

Nonostante ciò, il programma di lavoro è stato completato senza intoppi tecnici particolari, un aspetto non trascurabile in una giornata dedicata principalmente alla raccolta dati. L’obiettivo, ora, è quello di analizzare le informazioni raccolte per cercare di riportare la vettura dentro quella finestra operativa che i due piloti ritengono fondamentale per poter esprimere il potenziale ancora inespresso.

I conti con la cronaca e il giudizio della pista

Sentire via radio Lewis Hamilton esprimere dubbi sul comportamento della sua vettura è un segnale che non passa inosservato, soprattutto per una squadra che aveva avviato la stagione con ambizioni di vertice. A Suzuka, dove le qualità aerodinamiche e meccaniche vengono messe a dura prova da curve veloci e cambi di direzione fulminei, la Ferrari ha dovuto fare i conti con una realtà che per ora la vede distante dalla vetta della classifica dei tempi. Il distacco di quasi otto decimi dal miglior tempo, in una giornata in cui non si sono verificate condizioni meteo estreme o bandiere rosse particolarmente disturbanti, rappresenta un dato oggettivo che il muretto di Maranello non potrà ignorare.

Il lavoro da fare, come hanno sottolineato i protagonisti, è ancora tanto. La speranza è che le modifiche al setup possano sbloccare quel margine che Hamilton e Leclerc ritengono ancora presente, per evitare che il venerdì di Suzuka si trasformi nel preludio di un weekend altrettanto complicato. La pista, con il suo manto irregolare e insidioso, continuerà a essere il giudice supremo di questa difficile equazione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.