Ucraina, notte di droni su Mosca in attesa dell'incontro Zelensky-Trump
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Redazione Esteri
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Nella notte tra lunedì e martedì, l'Ucraina ha sferrato un attacco senza precedenti contro la regione di Mosca, lanciando oltre 390 droni in quella che si configura come una delle offensive più massicce dall'inizio del conflitto. L'azione militare, giunta alla vigilia dell'incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca, ha provocato danni a infrastrutture civili e industriali, mentre le difese aeree russe dichiarano di aver intercettato gran parte dei velivoli.
Secondo il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, la maggior parte dei droni è stata neutralizzata prima di raggiungere la città, ma 81 sono stati abbattuti nei pressi della capitale, causando la temporanea chiusura degli aeroporti di Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky. L'attacco, che si è protratto per diverse ore, ha colpito un impianto per la lavorazione dell'acciaio a Cechov, una sottostazione elettrica a Feodosia, nella Crimea occupata, e un centro logistico della Wildberries, il colosso dell'e-commerce russo, già preso di mira nei giorni scorsi.
A Chechov, un drone ha danneggiato un condominio, mentre rottami di altri velivoli hanno causato incendi e danni nelle località di Vaulovo, Dubna e Berezhki, dove al momento non si segnalano vittime. Il bilancio più grave si registra invece a Belgorod, dove l'impatto su un autobus ha provocato 19 feriti, un episodio che sottolinea la crescente vulnerabilità del territorio russo agli attacchi a lunga distanza di Kiev.
Il raid su Mosca e le strategie militari
L'offensiva aerea, che secondo fonti ucraine avrebbe "circondato Mosca da ogni lato", rappresenta un'evidente escalation nella guerra per procura che vede contrapposte Kiev e Mosca. L'obiettivo dichiarato dell'Ucraina è quello di colpire le infrastrutture logistiche e industriali che alimentano la macchina bellica russa. Il centro logistico della Wildberries, considerato l'equivalente russo di Amazon, era già stato preso di mira in precedenza, e il suo nuovo attacco suggerisce una strategia mirata a interrompere le catene di approvvigionamento e la logistica interna alla Russia.
Parallelamente, l'attacco alla sottostazione di Feodosia, che ha lasciato gran parte della città senza elettricità, indica la volontà di Kiev di estendere le proprie operazioni anche in Crimea, territorio annesso da Mosca nel 2014. La scelta di intensificare gli attacchi proprio nelle ore precedenti l'incontro con Trump appare altamente simbolica: Zelensky si presenta al tavolo negoziale con una dimostrazione di forza, cercando di consolidare il sostegno americano in un momento in cui il fronte diplomatico resta in stallo.
La Russia, da parte sua, ha risposto con un'intensificazione delle operazioni contro le infrastrutture marittime ucraine, colpendo due navi nel porto di Mykolaiv e provocando vittime civili nella regione di Donetsk, un segnale che la tensione rimane altissima su tutti i fronti. La situazione è ulteriormente complicata dalle recenti incursioni di droni nello spazio aereo romeno, con Mosca che ha avvertito Bucarest contro eventuali azioni di difesa aerea, rischiando un coinvolgimento diretto della Romania nel conflitto.
L'incontro alla Casa Bianca e le prospettive di pace
L'attacco di droni ha fatto da sfondo all'arrivo di Zelensky a Washington, dove è atteso oggi alla Casa Bianca per un faccia a faccia con Donald Trump, previsto per le 15:30 ora italiana. Il leader ucraino ha già incontrato il premier britannico a Burnham e ha dichiarato che la sua priorità assoluta è la difesa antimissilistica e la cooperazione strategica con gli Stati Uniti. "Dobbiamo avvicinarci alla pace", ha scritto sui social, esprimendo fiducia nel sostegno americano, ma la realtà sul campo parla di un'intensificazione degli attacchi a lungo raggio da entrambe le parti.
I rapporti tra i due presidenti sono stati storicamente tesi, con Trump che in passato ha mostrato un certo scetticismo nei confronti degli aiuti a Kiev. Tuttavia, nelle ultime settimane, l'amministrazione repubblicana ha mostrato una maggiore apertura, alimentando le speranze di un rilancio del processo negoziale. L'incontro, che dovrebbe essere breve e senza la presenza dei giornalisti, si concentrerà sulle garanzie di sicurezza per l'Ucraina e sul possibile sostegno militare, con Kiev che spinge per ottenere missili intercettori Patriot per difendersi dagli attacchi aerei russi.
Il presidente americano, nello stesso giorno, incontrerà anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu, segno che la Casa Bianca intende gestire i principali dossier internazionali in una giornata cruciale per la politica estera.
Le conseguenze dell'escalation
L'offensiva ucraina, sebbene abbia causato danni limitati grazie all'intercettazione di gran parte dei droni, ha avuto un impatto significativo sulla quotidianità della regione di Mosca, con il blocco degli aeroporti e la diffusione di un sentimento di insicurezza nella capitale russa. La scelta di colpire obiettivi civili e logistici, come il centro Wildberries, solleva interrogativi sulla strategia di Kiev e sulla sua volontà di allargare il conflitto in profondità nel territorio nemico.
Le autorità russe, pur minimizzando i danni, hanno confermato le incursioni, mentre fonti militari indipendenti hanno segnalato che l'attacco ha avuto successo nel raggiungere alcuni obiettivi strategici. In Ucraina, l'operazione viene letta come un messaggio forte alla Russia e ai suoi alleati, mentre a Mosca cresce la preoccupazione per la capacità di Kiev di condurre attacchi così complessi e coordinati. L'incontro di oggi tra Zelensky e Trump si svolge quindi sotto il segno di una violenza che non accenna a diminuire, e le speranze di una tregua sembrano allontanarsi.
Il vertice di Washington potrebbe rappresentare un punto di svolta, ma al momento, con gli attacchi aerei che si susseguono e le diplomazie in stallo, la strada verso una soluzione negoziata appare ancora lunga e irta di ostacoli.
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