Marinai allo stremo sulla portaerei Lincoln, i democratici al Congresso chiedono un'inchiesta

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'eco delle denunce che arrivano dalle famiglie dei marinai imbarcati sulla portaerei nucleare USS Abraham Lincoln si è trasformata in un'affaire politico che coinvolge direttamente l'amministrazione Trump. I senatori democratici, raccogliendo il grido d'allarme dei parenti dei circa 5.000 membri dell'equipaggio, hanno ufficialmente chiesto un'inchiesta sulle condizioni di vita a bordo della nave, impegnata ininterrottamente da oltre 250 giorni nelle operazioni militari contro l'Iran e senza toccare un porto da più di 200 giorni, un record assoluto per i tempi moderni.

La richiesta, formalizzata in una lettera al Segretario alla Difesa Pete Hegseth, rappresenta un duro attacco alla gestione del conflitto e al trattamento riservato al personale militare.

Le denunce delle famiglie: dalla scarsità di cibo ai tentativi di suicidio

Il quadro che emerge dai racconti dei familiari, riportati con dovizia di particolari dalla stampa americana, è a dir poco drammatico. Durante i colloqui con i propri cari, i marinai e i marines hanno descritto una situazione al limite: cibo razionato al punto che un pasto può consistere in mezza tazza di riso e due tortillas, acqua contaminata, e una carenza quasi totale di beni di prima necessità come dentifricio, deodorante e sapone, esauriti nei depositi di bordo da tempo.

Le condizioni igieniche sono state definite degradanti, con docce ammuffite, servizi igienici rotti, acqua calda disponibile solo a singhiozzo e l'impossibilità di fare il bucato per settimane. A rendere la situazione ancora più critica, si aggiunge la pressione psicologica derivante da turni di lavoro estenuanti, che arrivano fino a 16 ore al giorno senza giorni di riposo.

Il senatore Ruben Gallego, che ha chiesto una visita di controllo ufficiale con una delegazione bipartisan, ha parlato di "campanelli d'allarme" inquietanti, riferendosi alle segnalazioni di tentativi di suicidio e di membri dell'equipaggio che hanno minacciato di gettarsi in mare. Fonti vicine alle famiglie hanno confermato che almeno due tentativi sarebbero stati sventati all'ultimo momento da altri marinai.

Un equipaggio esausto e una missione senza fine

La USS Abraham Lincoln, partita da San Diego il 21 novembre 2025 per una missione che doveva durare sette mesi, è stata dirottata verso il Medio Oriente in concomitanza con l'escalation che ha portato agli attacchi contro l'Iran a partire dal 28 febbraio. La durata della missione, già ampiamente superata, è stata prolungata due volte senza che sia stata fornita una data certa per il ritorno alla base, alimentando un crescente senso di frustrazione e abbandono tra i membri dell'equipaggio.

Il senatore Richard Blumenthal, nella sua lettera, ha sottolineato come il perdurare di questa tensione operativa sollevi interrogativi fondamentali sulla capacità della Marina di sostenere un tale ritmo senza compromettere la prontezza operativa e la salute del personale. La risposta della Marina finora si è limitata a dichiarazioni di circostanza, con il contrammiraglio Joseph Cahill che ha assicurato che la USS Theodore Roosevelt arriverà a sostituire la Lincoln, ma senza fornire alcuna tempistica.

Lo scontro politico e le richieste di trasparenza

La vicenda ha rapidamente assunto i contorni di uno scontro politico frontale tra i democratici e il presidente Trump, direttamente chiamato in causa per la conduzione della guerra e il trattamento dei soldati. In un post su X, il senatore Gallego ha attaccato duramente la gestione dell'esecutivo, definendo l'azione "disgustosa e pericolosa" per i membri del servizio attivo.

I senatori chiedono ora conto al Pentagono delle misure adottate per affrontare la crisi, pretendendo risposte precise su come l'amministrazione intenda garantire il benessere dei militari impegnati in una campagna bellica che, secondo le loro stesse parole, l'amministrazione Trump aveva inizialmente descritto come una questione di "poche settimane".

La richiesta di un'inchiesta formale mira a fare luce sulle reali condizioni a bordo, sulla catena di comando che ha autorizzato i prolungamenti della missione e sulle strategie per scongiurare che simili situazioni di crisi possano ripetersi in futuro.

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