Lutto regionale in Sardegna per la morte dell’Aga Khan
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Redazione Interno
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Domani, 6 febbraio, la Sardegna si fermerà per ricordare il principe Karim Aga Khan IV, scomparso recentemente. La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha proclamato il lutto regionale, una decisione condivisa all’unanimità dalla Giunta, per rendere omaggio a una figura che ha profondamente segnato il territorio sardo. Cittadino onorario di Arzachena e Olbia, l’Aga Khan è stato l’artefice della Costa Smeralda, un progetto che ha trasformato un’area dal potenziale inespresso in un modello di sviluppo economico e turistico di rilievo internazionale.
La presidente Todde ha sottolineato come il principe abbia saputo valorizzare una terra “splendida ma difficile”, creando un sistema virtuoso che ha beneficiato non solo le località costiere, ma l’intera isola. La Costa Smeralda, con il suo mix di eleganza e rispetto per l’ambiente, è diventata un simbolo di come sia possibile coniugare crescita economica e tutela del patrimonio naturale. Un’eredità che va oltre il turismo, toccando settori come l’imprenditoria e la cultura, e che ha lasciato un segno indelebile nella storia recente della Sardegna.
Anche la Chiesa locale ha voluto ricordare l’Aga Khan, evidenziando il suo ruolo non solo come imprenditore, ma come promotore di dialogo e sviluppo sociale. Don Gianni Satta, parroco della chiesa di San Paolo Apostolo di Olbia, ha ripercorso gli ultimi sessant’anni di storia, ricordando come la diocesi di Tempio-Ampurias sia stata pioniera nell’organizzare il primo convegno sulla pastorale del turismo, un’iniziativa che ha segnato un’epoca. “Non siamo stati colonizzati, ma aiutati”, ha affermato, citando una lettera del 2018 del fratello, don Raimondo Satta, parroco della chiesa Stella Maris di Porto Cervo fino al 2022.
Intanto, la successione alla guida della comunità ismailita è già stata definita. Il principe Rahim Al-Hussaini Aga Khan V, figlio del defunto, è stato nominato 50° Imam ereditario dei musulmani sciiti ismailiti. La sua designazione, avvenuta dopo l’apertura del testamento paterno, conferma una linea dinastica che risale direttamente al Profeta Maometto, attraverso sua figlia Fatima e il cugino Ali, primo Imam sciita. Una tradizione millenaria che continua a unire spiritualità e leadership in una figura carismatica.




