Bologna-Inter 1-3, rimonta nerazzurra. Kolarov: «Siamo forti»
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Redazione Sport
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L'Inter batte il Bologna 3-1 in rimonta al Dall'Ara, conquista la sesta vittoria nelle prime sette giornate di Serie A e consolida il primato in classifica. Dopo lo svantaggio iniziale, la squadra di Cristian Chivu ribalta la partita grazie alle reti di Marcus Thuram, Carlos Augusto e Ange-Yoan Bonny. Nel dopogara è Aleksandar Kolarov, vice allenatore nerazzurro, a commentare il successo al posto del tecnico rumeno, rimasto senza voce. Il messaggio è netto: «Non dobbiamo dimostrare niente a nessuno, ma solo a noi stessi».
Il Bologna parte forte, Thuram risponde prima dell'intervallo
La partita si mette subito in salita per gli ospiti. Al 10' Tommaso Pobega approfitta di un errore di Luis Henrique e porta avanti la formazione allenata da Raffaele Palladino con una conclusione di sinistro. I padroni di casa giocano con intensità, recuperano palloni e mettono in difficoltà gli avversari soprattutto nella zona centrale del campo. L'autore del vantaggio sfiora altre due volte la porta con conclusioni dalla distanza e colpisce anche una traversa, mentre i nerazzurri faticano a trovare continuità nella costruzione del gioco.
La reazione arriva al 44', quando Nicolò Barella trova spazio sulla destra e indirizza un cross preciso verso il centro dell'area. L'attaccante francese anticipa la difesa rossoblù e firma il pareggio con un colpo di testa spettacolare. Prima dell'intervallo Francesco Pio Esposito ha anche l'occasione per completare il sorpasso, ma Lukasz Skorupski interviene sulla sua conclusione ravvicinata. Il portiere polacco evita così che gli ospiti vadano al riposo in vantaggio, dopo una prima frazione nella quale la formazione emiliana aveva creato le occasioni più pericolose.
Carlos Augusto cambia la partita, Bonny completa la rimonta
Nella ripresa l'Inter aumenta il ritmo, conquista terreno e sfrutta le sostituzioni decise dalla panchina. La svolta arriva al 69', quando Carlos Augusto, entrato da pochi secondi al posto di Federico Dimarco, si fa trovare sul secondo palo e trasforma in gol il passaggio rasoterra di Piotr Zielinski. Il brasiliano diventa protagonista anche dell'azione che chiude l'incontro: all'83' serve un assist preciso a Bonny, che conclude una combinazione collettiva sviluppata con passaggi di prima intenzione. Due giocatori subentrati risultano così determinanti nella costruzione del successo esterno.
La prestazione assume un significato particolare dopo la sconfitta europea contro il Club Brugge. In campionato, invece, i nerazzurri mantengono l'imbattibilità e raggiungono quota 19 punti, facendo registrare la migliore partenza dal 2018. Per l'allenatore rossoblù arriva il primo ko sulla panchina emiliana. Il risultato interrompe inoltre una serie di trasferte complicate per il club milanese su questo campo: nell'aprile 2025 era arrivata una sconfitta per 1-0, mentre nel maggio successivo le due squadre avevano pareggiato 3-3.
Kolarov difende la squadra: «Gli errori fanno parte del gioco»
Intervenuto ai microfoni di DAZN, Kolarov riconosce le difficoltà incontrate soprattutto nella prima parte dell'incontro. Il Bologna, spiega, era più fresco e ha saputo imporre aggressività, costringendo gli avversari a soffrire sulle seconde palle. Il collaboratore di Chivu non considera però questo aspetto una giustificazione e sottolinea il cambiamento nell'atteggiamento della squadra dopo l'intervallo. Alla base della reazione individua la qualità dei giocatori e la fiducia del gruppo nei propri mezzi, elementi che hanno consentito di recuperare una situazione inizialmente sfavorevole.
In conferenza stampa il vice allenatore affronta anche il problema degli errori difensivi. «Sono cose che fanno parte del gioco», osserva, ricordando che la formazione milanese segna mediamente tre gol a partita. Alla domanda sulla possibilità di migliorare la fase arretrata risponde che il lavoro prosegue, ma aggiunge che avrebbe accettato volentieri una vittoria accompagnata da un errore individuale. Un giudizio che distingue le difficoltà nella gestione di alcune situazioni dalla capacità offensiva della squadra, senza negare la necessità di intervenire sugli aspetti meno convincenti.
Un passaggio delle dichiarazioni riguarda il contributo dei giocatori utilizzati a gara in corso. Il tecnico elogia in particolare l'impegno quotidiano dell'esterno brasiliano, spiegando di non averlo mai visto sbagliare un allenamento e di conoscerne già il valore. Parla inoltre della competitività della rosa, nella quale anche chi parte dalla panchina mantiene un atteggiamento orientato al miglioramento. Sul rendimento internazionale cita la trasferta di Madrid e i primi sessanta minuti della sfida con la formazione belga, sostenendo che la squadra abbia cercato di imporre intensità e aggressività anche in quelle occasioni.
Nel confronto con i giornalisti viene approfondita anche la scelta di sviluppare l'azione partendo dai difensori. L'obiettivo indicato dal collaboratore tecnico è aumentare la velocità della circolazione del pallone e mettere centrocampisti e attaccanti nelle condizioni di riceverlo con più tempo per scegliere la giocata. Sul piano delle formazioni, il successo è arrivato senza Lautaro Martinez, indisponibile per infortunio, mentre Hakan Calhanoglu era stato inizialmente escluso dall'undici titolare per scelta tecnica ed è entrato nel finale al posto di Zielinski.
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