Bologna-Inter, la rimonta nerazzurra passa dai cambi: Thuram trascina, Carlos Augusto e Bonny spaccano la partita

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Al Dall'Ara l'Inter archivia la delusione europea con il copione che ormai le appartiene in campionato: sotto dopo dieci minuti per il sinistro di Pobega, che approfitta di un pallone perso da Luis Henrique e si infila tra Bisseck e Akanji, la squadra di Chivu pareggia al 44' con uno stacco imperioso di Thuram sul cross di Barella e ribalta tutto nella ripresa con due giocatori entrati dalla panchina.

Il 3-1 finale porta la firma di Carlos Augusto, che tocca il pallone appena dieci secondi dopo il suo ingresso e lo spedisce in rete sull'assist di Zielinski, e di Bonny, che chiude i conti all'84' su servizio dello stesso brasiliano. Per i nerazzurri si tratta della sesta vittoria in sette giornate, con 19 punti in classifica in coabitazione con la Lazio.

La mossa di Chivu e l'impatto dei subentrati

La partita si decide nella ripresa, quando il Bologna si scioglie e l'Inter prende il controllo del centrocampo. La mossa decisiva è l'inserimento di Carlos Augusto al posto di Dimarco al 69': il brasiliano impiega una manciata di secondi per firmare il sorpasso, sfruttando l'imbucata di Zielinski, e poco dopo ricambia il favore servendo a Bonny il pallone del definitivo 3-1. L'attaccante ivoriano, subentrato a Esposito al 58', si era già visto annullare una rete per fuorigioco due minuti prima del tris.

Il Bologna paga invece il calo fisico nella seconda frazione: Theate, tra i migliori dei suoi, esce al 63' e al suo posto Helland va in difficoltà proprio sugli strappi di Bonny, perdendolo in occasione del terzo gol. Nel primo tempo i rossoblù avevano avuto anche la chance per il raddoppio, con Pobega che al 40' colpisce la traversa a porta semivuota dopo un rimpallo.

Il rigore negato e la simulazione contestata

Nel secondo tempo finisce sotto esame anche la direzione di gara. Al 60' Thuram cade in area dopo un contatto con Darmian: l'arbitro Doveri lo ammonisce per simulazione, nonostante il contatto ci sia e il Var non richiami il direttore di gara. L'episodio lascia strascichi, perché lo stesso Darmian era rimasto a terra poco prima dopo un colpo al volto e non era stato invitato a restare fuori dal campo per il minuto previsto dal regolamento.

A completare il quadro delle occasioni mancate c'è il palo colpito da Sucic al 75', quando il croato si trova tutto solo davanti alla porta vuota dopo che Bonny ha evitato l'uscita di Skorupski.

Thuram e la crepa difensiva che resta

Il pareggio di Thuram vale come una boccata d'ossigeno per un'Inter che anche a Bologna ha mostrato la stessa fragilità difensiva vista contro il Bruges in Champions League. Il francese sale a quota quattro reti in campionato e si conferma l'uomo che toglie le castagne dal fuoco nei momenti più complicati, ma davanti alla difesa Pobega arriva al tiro senza opposizione e la catena di destra, con Luis Henrique ancora una volta in difficoltà, concede troppo.

Nel primo tempo Skorupski aveva tenuto in piedi il Bologna con due interventi su Esposito e Barella, mentre dall'altra parte Martinez aveva risposto a Zortea prima dell'intervallo. La ripresa cambia completamente volto: l'Inter alza il baricentro, fa possesso e costringe i padroni di casa nella propria metà campo, raccogliendo il frutto dei cambi e di una superiorità fisica che il Bologna non riesce più a sostenere.

Il contesto di una rimonta annunciata

Quella del Dall'Ara è la sesta volta in stagione in cui l'Inter passa in svantaggio, un dato che racconta molto del carattere della squadra ma anche delle sue partenze a rilento. La differenza rispetto all'Europa sta nella capacità degli avversari di tenere il ritmo per novanta minuti: il Bologna, dopo un primo tempo di aggressione e ripartenze, si è dissolto alla distanza, mentre Real Madrid e Bruges avevano punito i nerazzurri senza cali analoghi.

Il successo vale tre punti pesanti in una giornata in cui la Lazio travolge la Juventus 3-0 allo Stadium e raggiunge l'Inter in vetta, mentre la Roma resta a tre lunghezze dopo il successo sul Genoa. Il Bologna di Palladino rimane fermo a quota cinque punti e paga la fragilità di una squadra che, quando cala l'intensità, si consegna agli avversari.

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