Matera, al via le riprese di “The Resurrection of the Christ”: Mel Gibson torna nei Sassi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sono ufficialmente partite in questi giorni, nell’area di Murgia Timone, all’interno del Parco della Murgia materana, le riprese di “The Resurrection of the Christ”, l’attesissimo film che segna il ritorno di Mel Gibson dietro la macchina da presa a distanza di oltre vent’anni da “The Passion of the Christ”, il kolossal che proprio a Matera trovò la sua dimora ideale nel 2003 -1-6. Il regista, che cura anche la sceneggiatura insieme a Randall Wallace, ha voluto essere presente di persona per supervisionare le scene in esterna, dimostrando un legame con la città lucana che va oltre la mera logistica produttiva: è un rapporto quasi simbiotico, fatto di riconoscenza e di una precisa visione estetica che vede nei Sassi e nel paesaggio circostante, con i suoi solchi profondi scolpiti nel tufo e l’orizzonte lunare della Murgia, lo scenario perfetto per raccontare la potenza arcaica dei Vangeli. La lavorazione, che si protrarrà fino al mese di aprile, coinvolgerà circa cinquecento persone tra tecnici, attori e maestranze, un indotto non indifferente per l’economia locale e un'opportunità occupazionale concreta che il Comune, attraverso una serie di conferenze di servizi, ha cercato di gestire bilanciando le esigenze produttive con la tutela del territorio -1-6.
Un cast completamente rinnovato per una storia che attraversa i regni spirituali
La pellicola, che uscirà nelle sale divise in due parti (la prima è attesa per il 26 marzo 2027, Venerdì Santo, mentre la seconda per il 6 maggio successivo, giorno dell'Ascensione), si concentrerà sui tre giorni intercorrenti tra la crocifissione e la resurrezione, un arco temporale che la tradizione patristica, da Agostino in poi, ha sempre avvolto in un alone di mistero teologico -3-4-8. Per dare a questa discesa agli inferi e alla vittoria sulla morte, Gibson ha optato per una scelta radicale: un ricambio pressoché totale del cast rispetto al film originale. Se Jim Caviezel, il Cristo sofferente del 2004, non indosserà più la corona di spine a causa degli alti costi che le tecnologie di ringiovanimento digitale avrebbero comportato, al suo posto troviamo l'attore finlandese Jaakko Ohtonen, noto per le serie in costume, che presterà il volto al Gesù risorto -2-10. Nel ruolo di Maria Maddalena, invece, ci sarà Mariela Garriga, attrice cubana dal carisma magnetico, e a dar volto a Ponzio Pilato sarà Riccardo Scamarcio, una presenza fissa del cinema italiano che qui approda in una produzione internazionale di primo piano -2-10. Completano il quadro Kasia Smutniak nei panni della Vergine Maria, Pier Luigi Pasino in quelli di Pietro e Rupert Everett in un ruolo ancora non specificato dalla produzione -2-10.
La macchina organizzativa e il ritorno alle riprese in esterna nella Murgia
Se le riprese principali si svolgeranno nei teatri di posa di Cinecittà a Roma, come già avvenne per il prequel, l’anima del film, il suo respiro epico, verrà catturato proprio nei calanchi e nelle gravine dell’area murgiana -5-10. La produzione, dopo una serie di incontri in Comune per definire ogni dettaglio autorizzativo, ha già avviato le procedure per la selezione delle comparse, un esercito di volti anonimi che animeranno le scene di folla e che rappresentano, per molti cittadini, una chance unica per vivere il cinema dall'interno -1-6. L'ok definitivo è arrivato dopo aver vagliato ogni aspetto legato alla viabilità, all'impatto ambientale e alla sicurezza, e il sindaco Antonio Nicoletti ha sottolineato come la scelta di Gibson, che ha voluto a tutti i costi che il film si sviluppasse proprio qui, sia un attestato di stima nei confronti di una città che, con la sua conformazione urbanistica e la sua luce, continua a esercitare un fascino irresistibile su Hollywood -1.
Un linguaggio nuovo e una narrazione che abbandona le lingue antiche
A differenza del primo capitolo, dove gli attori si esprimevano in aramaico, ebraico e latino per restituire una patina di autenticità archeologica, “The Resurrection of the Christ” sarà girato in inglese -2. Una scelta che denota una precisa volontà di parlare a un pubblico globale in modo più diretto, utilizzando la lingua franca del cinema contemporaneo, ma che non sminuirà la complessità del racconto. Lo stesso Gibson ha descritto il progetto come un vero e proprio “viaggio acido”, un’esplorazione visionaria di regni spirituali, battaglie angeliche e cadute demoniache, un intreccio di piani narrativi che promette di spiazzare lo spettatore, portandolo lontano dalla cronaca lineare della Passione per immergerlo in una dimensione quasi mistica -2-3. È un’operazione ambiziosa, quella del regista, che fonde l’iconografia classica con effetti visivi moderni per raccontare la discesa di Cristo agli inferi, un tema cardine della dottrina cristiana che raramente ha trovato una rappresentazione così estesa sul grande schermo.




