Incidente a Montecorice, il conducente del furgone indagato per omicidio stradale plurimo: positive le prime analisi tossicologiche
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Redazione Interno
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Il dramma stradale che ha spezzato le vite di Michele Pirozzi, 29 anni, e Maria Magliocco, 24, i due fidanzati di Capaccio Paestum precipitati con la loro auto in una scarpata della costa cilentana, si arricchisce ora di un primo, significativo capitolo giudiziario. La Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, che coordina gli accertamenti avviati dai carabinieri della compagnia di Agropoli, ha formalizzato un’ipotesi di reato nei confronti dell’altro conducente coinvolto nel sinistro. Gianluca Fortunato, questo il nome del pasticciere 42enne alla guida del furgone Citroën contro cui la Volkswagen Polo delle vittime è entrata in collisione, è stato ufficialmente iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale plurimo. La decisione del pubblico ministero, conseguente ai primi rilievi effettuati sul luogo della tragedia e alle condizioni del guidatore, rappresenta il primo passaggio formale di un’inchiesta che si preannuncia complessa e destinata a durare diverse settimane, in attesa degli esiti di tutti gli accertamenti tecnici irripetibili.
Secondo quanto è stato possibile ricostruire, l’uomo è stato sottoposto ai test di prassi immediatamente dopo lo schianto avvenuto nella tarda serata di venerdì 13 marzo lungo la strada provinciale in località Ripe Rosse, una arteria che costeggia il mare e che in quel punto, come in molti altri, presenta una carreggiata non particolarmente ampia e una curva che immette in un rettilineo a picco sul vuoto. Se l’esame per la rilevazione del tasso alcolemico ha dato esito negativo, lo stesso non si può dire per il drug test che, stando a quanto filtra dagli ambienti investigativi, avrebbe invece evidenziato la positività del conducente all’assunzione di sostanze stupefacenti. Un elemento, questo, di potenziale decisiva importanza, anche se gli stessi inquirenti e la difesa dell’indagato attendono ora la conferma definitiva dalle controanalisi disposte sui campioni prelevati, un passaggio obbligato e necessario prima che quel dato possa acquisire valore probatorio pieno nel corso del procedimento.
L’autopsia e i dubbi sulla dinamica dell’impatto
Nel pomeriggio di lunedì 16 marzo, presso l’obitorio dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania, i medici legali hanno dato esecuzione agli esami autoptici sui corpi dei due giovani. Un adempimento doveroso, disposto dall’autorità giudiziaria, che servirà non solo a confermare le cause del decesso – il volo di circa duecento metri terminato sugli scogli sottostanti non lasciava del resto molti margini di dubbio – ma anche a raccogliere eventuali tracce utili a comprendere con maggiore precisione le modalità dello schianto. I consulenti nominati dalle parti, compresi quelli delle famiglie delle vittime, hanno potuto presenziare alle operazioni, i cui risultati completi e dettagliati, comprensivi degli esami tossicologici disposti anche sui corpi di Michele e Maria, non saranno comunque disponibili prima di qualche settimana.
Uno dei punti che gli investigatori cercheranno di chiarire riguarda la versione fornita dallo stesso Fortunato, il quale, ascoltato dai carabinieri, avrebbe riferito che l’auto condotta da Pirozzi procedesse a velocità ritenuta sostenuta. Una ricostruzione, quella del pasticciere, secondo cui per evitare uno scontro frontale egli avrebbe compiuto una brusca manovra, finendo di fatto con il suo mezzo ai margini della carreggiata. Sul manto stradale, però, e questo è un elemento che gli inquirenti valutano con attenzione, non sarebbero stati rinvenuti segni di frenata riconducibili né al furgone né tantomeno alla Polo, un particolare che, se confermato, potrebbe contrastare con l’ipotesi di una reazione tempestiva da parte di uno dei due conducenti.
I minuti precedenti lo schianto: il giallo della guardia medica
Parallelamente alle indagini sulla dinamica pura e semplice dell’incidente, un altro fronte rimasto aperto e sul quale gli inquirenti stanno cercando di fare luce riguarda le concitate ore che hanno preceduto la tragedia. I due fidanzati, quella sera, si erano recati presso il punto di guardia medica di Agnone Cilento, una frazione del comune di Montecorice. Un episodio, questo, su cui emergono dettagli contrastanti ma che sembra aver avuto un epilogo piuttosto acceso. Secondo alcune ricostruzioni comparse sulla stampa locale, il medico di turno avrebbe avuto un alterco con i due giovani, al punto da richiedere l’intervento di una pattuglia dei carabinieri. La ragione della lite andrebbe ricondotta alle condizioni di Maria Magliocco, che secondo il racconto del sanitario appariva in uno stato di forte alterazione. Una versione, questa, che proverebbe a spiegare il perché della chiamata al 112, una telefonata che però non ha sortito l’effetto di un incontro con le forze dell’ordine: Michele e Maria, infatti, prima che la gazzella arrivasse sul posto, si erano già allontanati a bordo della loro auto, dirigendosi verso Capaccio Paestum.
Un’inversione di marcia, qualche chilometro più avanti, li avrebbe poi riportati indietro verso Agnone, forse, come ipotizzato da alcune fonti, per recuperare un oggetto dimenticato. È in quel tragitto di ritorno, lungo la litoranea, che è avvenuto l’impatto con il furgone di Fortunato. Gli inquirenti stanno ora cercando di acquisire tutti i referti medici e di sentire eventuali testimoni per ricostruire con esattezza cosa accadde all’interno dell’ambulatorio e se quell’episodio possa in qualche modo aver influito sullo stato d’animo o sui comportamenti dei due ragazzi nei minuti immediatamente successivi, fino all’istante fatale dello schianto. Accertamenti sono in corso anche per verificare l’effettiva tenuta e lo stato di manutenzione del guardrail sfondato dall’auto, un elemento che i legali delle famiglie delle vittime hanno già iniziato a sottolineare come potenzialmente critico.




