Condanna del dissidente russo e Nobel per la pace Oleg Orlov
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Redazione Esteri
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Oleg Orlov, dissidente russo e co-presidente dell'organizzazione per i diritti umani Memorial, è stato condannato a due anni e sei mesi da scontare in una colonia penale. Orlov, vincitore del Premio Nobel per la pace nel 2022, è stato accusato di "discredito" ai danni delle forze armate russe e di "odio verso i valori tradizionali".
La sentenza
Il tribunale Golovinsky di Mosca ha condannato Orlov per aver screditato l'esercito russo attraverso le sue posizioni contrarie alla guerra in Ucraina. L'accusa aveva richiesto una condanna a due anni e 11 mesi, sostenendo che Orlov avesse pubblicato un articolo critico, dettato dalla sua ostilità contro i tradizionali valori spirituali, morali e patriottici russi e dall'odio verso l'esercito russo.
Reazioni internazionali
La condanna di Orlov ha suscitato reazioni internazionali. Le divisioni fra alleati attorno all'ipotesi di inviare militari europei o della Nato in Ucraina sono state ventilate alla Conferenza sull'Ucraina organizzata dal presidente francese Emmanuel Macron a Parigi.
La condanna di Orlov rappresenta un ulteriore esempio della repressione dei dissidenti in Russia. Chi non muore come Navalny, Poltikovskaya, Nemtsov, finisce in carcere dopo processi farsa. Questo è il destino dei dissidenti in Russia, come dimostra il caso di Orlov. La comunità internazionale continua a monitorare attentamente la situazione.




