Sony e i giochi fisici, il rumor sulla retromarcia dalla Gamescom è già stato smentito

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La voce circolata con insistenza durante la Gamescom 2026, secondo cui Sony starebbe meditando un rinvio dell'eliminazione del supporto ai giochi fisici su PlayStation, sembra essere già stata smentita con altrettanta fermezza. A gettare acqua sul fuoco della speculazione ci ha pensato Richard Browne, un veterano del settore con un curriculum che include passaggi in realtà del calibro di Domark, Psygnosis, Sony stessa, Philips Media, Microprose, Universal Interactive, THQ, Digital Extremes e Tencent: una carriera costellata di contatti privilegiati all'interno dell'industria.

Secondo quanto precisato da Browne, nel corso della manifestazione tedesca non si sarebbe mai parlato di alcun cambio di strategia da parte della casa di Tokyo, né di un possibile dietrofront riguardo alla tabella di marcia che dovrebbe portare allo stop della produzione di nuovi titoli su disco a partire da gennaio 2028.

L'indiscrezione che ha fatto il giro del web

Tutto era partito da un rumor attribuito a Eurogamer Spagna e successivamente rilanciato da MP1st, secondo il quale Sony starebbe seriamente valutando di posticipare la scadenza di uno o due anni, allontanando così lo spettro dell'addio al fisico per i giocatori più tradizionalisti.

L'indiscrezione, come spesso accade in questi casi, aveva attecchito rapidamente nell'ecosistema dei fan e degli addetti ai lavori, alimentando dibattiti accesi sulla direzione che il mercato sta prendendo e sulla presunta volontà del colosso giapponese di assecondare le richieste di una fetta di utenza ancora legata al supporto ottico. Tuttavia, a differenza di quanto si possa pensare, non esiste al momento alcuna conferma ufficiale che possa avallare questa ricostruzione, anzi, le smentite sono arrivate prima ancora che il polverone si sollevasse del tutto.

La class action e la questione della proprietà digitale

Il contesto in cui si inserisce questo acceso dibattito è tutt'altro che lineare e va ben oltre la semplice preferenza tra un supporto e l'altro. Da un lato, Sony si trova a dover gestire una class action aperta da alcuni utenti lo scorso giugno, i quali accusano la compagnia di non rendere sufficientemente chiara la differenza tra l'acquisto di un prodotto digitale e il suo effettivo possesso.

La comunicazione di PlayStation, secondo l'accusa, non metterebbe adeguatamente in luce che chi acquista un gioco in formato immateriale non ne ottiene la piena proprietà, ma una sorta di licenza d'uso revocabile, e questo aspetto è al centro di una battaglia legale che vede Sony chiamata a dimostrare in tribunale la correttezza delle proprie pratiche commerciali.

Dall'altro lato, l'industria sembra comunque muoversi a passo spedito verso un futuro in cui il lettore disco potrebbe diventare un optional o scomparire del tutto, come del resto sta già accadendo nel mercato PC e come sembra profilarsi anche per la prossima generazione di console Xbox.

Un veterano controcorrente e la verità dei fatti

La smentita di Browne, che ha letteralmente chiuso la porta a qualsiasi ipotesi di trattativa interna sul rinvio, si basa sulla constatazione che durante la Gamescom queste discussioni non sarebbero mai avvenute. L'insider, forte della sua lunga esperienza e dei rapporti diretti con gli attori chiave del settore, ha voluto quindi ristabilire quella che a suo avviso è la realtà dei fatti, suggerendo anzi che anche il prossimo hardware di Microsoft sarà probabilmente privo del lettore ottico, segno che la transizione è ormai considerata inevitabile da entrambi i colossi.

Si tratta, è bene ricordarlo, di un rumor che ne smentisce un altro e che quindi andrebbe comunque preso con le dovute cautele, ma la fonte appare senz'altro più autorevole e la sua versione degli eventi sembra effettivamente più realistica rispetto all'ipotesi di un cambio drastico di rotta da parte di Sony a pochi anni dalla scadenza prevista per il 2028.

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