Marcinelle, la Russa contro la Cgil: "C'è chi in passato ha voltato le spalle e chi lo fa ancora"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La cerimonia per il settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, celebratasi oggi al Bois du Cazier in Belgio, è stata segnata da un acceso scontro politico tra il governo e la Cgil. Al centro della polemica, il gesto di alcuni rappresentanti del sindacato che, secondo quanto denunciato da Fratelli d'Italia, si sarebbero voltati di spalle durante la lettura del messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella da parte del presidente del Senato Ignazio La Russa.

Un episodio che ha innescato una dura reazione da parte della premier Giorgia Meloni e dello stesso La Russa, prontamente smentita dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

La denuncia di FdI e le immagini della protesta

A dare l'allarme per primo è stato Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo, presente alla commemorazione. "La Cgil deve vergognarsi!", ha dichiarato Fidanza ai cronisti, sostenendo che i rappresentanti del sindacato si siano girati non solo durante l'intervento di La Russa ma anche durante il discorso della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna.

La denuncia è stata accompagnata dalla diffusione di un collage di foto, rilanciato sui profili social dell'esponente di FdI, in cui si vedono una dozzina di persone, riconoscibili per le felpe rosse, voltate di spalle rispetto al palco delle autorità.

La reazione di Meloni e La Russa: "Squallida propaganda"

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha raccolto l'accusa, definendo il gesto "grave e vergognoso" in un post sui social. "Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato, proprio nel momento in cui l'Italia rende omaggio a 262 vittime e al sacrificio di tanti nostri connazionali", ha scritto la premier, sottolineando come Marcinelle non sia "il luogo per le divisioni politiche" ma "della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro".

Anche Ignazio La Russa ha commentato l'episodio a margine della cerimonia, dichiarando di non voler "sporcare questa commemorazione con atti che considero di squallida propaganda", e aggiungendo un riferimento alle divisioni del passato: "C'è chi a quella cerimonia per troppi anni aveva voltato le spalle e qualcuno che lo continua ancora a fare".

La smentita categorica di Landini

La ricostruzione dei fatti fornita da Fratelli d'Italia è stata immediatamente respinta da Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, che ha bollato l'accusa come infondata. "Se un certo signor Fidanza, per far sapere che esiste, deve parlare male della Cgil, credo che abbia preso un colpo di sole", ha replicato Landini ai giornalisti, ironizzando sulle condizioni meteorologiche di Marcinelle.

"Perché la Cgil – ha ribadito – se non lo sa glielo dico, non si gira mai dall’altra parte in nessun momento, tantomeno nel rispetto del nostro presidente della Repubblica". La replica del sindacato si è concentrata quindi sulla smentita del gesto di protesta, negando qualsiasi forma di mancanza di rispetto nei confronti del Capo dello Stato.

La presenza della Cgil e il contesto della commemorazione

Landini, insieme a una folta delegazione della Cgil e del patronato Inca, aveva comunque partecipato attivamente alle due giornate di iniziative per il settantesimo anniversario della strage, culminate con la cerimonia istituzionale dell'8 agosto.

Le celebrazioni di quest'anno, del resto, assumevano un significato particolare anche alla luce della recente approvazione da parte del Parlamento europeo di una risoluzione che chiede l'istituzione dell'8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime sul lavoro, un risultato caldeggiato dal gruppo Ecr e dalla stessa Sberna.

La tragedia del Bois du Cazier, costata la vita a 262 minatori di undici nazionalità diverse di cui 136 italiani, rimane un simbolo doloroso dell'emigrazione italiana del dopoguerra e delle tragiche condizioni lavorative dell'epoca.

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