Antonio Calabro al Padova, tra entusiasmo e progetti ambiziosi
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Redazione Sport
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L'ufficialità è arrivata proprio nel giorno dedicato al santo patrono, un dettaglio che, per quanto suggestivo, non deve distogliere l'attenzione dalla sostanza di un'operazione che il Calcio Padova ha completato con l'obiettivo di imprimere una svolta decisa al proprio futuro.
Antonio Calabro, tecnico pugliese di Galatina che taglierà il traguardo dei cinquant'anni il prossimo agosto, è stato scelto per guidare la panchina biancoscudata per le prossime due stagioni e la sua investitura, come spesso accade in queste circostanze, ha subito catalizzato l'attenzione e il giudizio degli addetti ai lavori, chiamati a esprimersi sulla bontà di una scelta che il club di viale Nereo Rocco ha maturato dopo un'attenta riflessione sul profilo più adatto per un nuovo ciclo.
A pronunciarsi per primo è stato Claudio Ottoni, ex calciatore di chiara fama, che nel tracciare il profilo del nuovo allenatore ha voluto sottolineare come l'ex tecnico della Carrarese possegga indubbiamente le qualità per affrontare una piazza esigente come quella patavina, forte di un curriculum che annovera la promozione in Serie B e due salvezze consecutive, conseguite con un certo margine di tranquillità, un dato che la dice lunga sulla capacità di gestire le pressioni di una categoria difficile come la cadetteria.
L'eredità tecnica e lo scettro del rivelazione
Il biglietto da visita di Calabro, del resto, è tutt'altro che trascurabile, e la recente elezione a miglior allenatore rivelazione del campionato cadetto per merito degli addetti ai lavori rappresenta un attestato di stima che conferma quanto il lavoro svolto all'ombra delle Alpi Apuane sia stato giudicato non solo efficace, ma anche esteticamente apprezzabile, una considerazione che non guasta mai quando ci si appresta a calcare un palcoscenico dove il gioco proposto viene spesso equiparato al risultato conseguito.
Carlo Perrone, altro nome noto del calcio italiano, ha voluto tuttavia mettere in guardia dall'entusiasmo eccessivo, ricordando che allenare a Carrara, per quanto lo stesso Calabro abbia saputo trasformare la sua esperienza in un vero e proprio rapporto simbiotico con la città (tanto da riceverne persino la cittadinanza onoraria), non equivale a farlo a Padova, dove la pressione dell'ambiente e le aspettative della tifoseria, assetata di calcio di qualità e di ambizioni concrete, costituiscono un banco di prova che mette a dura prova anche i tecnici più navigati.
Le dichiarazioni rilasciate da alcuni rappresentanti del tifo organizzato, come Gianfranco Borsatti dell'Acb Mario Merighi, hanno però contribuito a spazzare via molti dei dubbi iniziali, sottolineando come la filosofia di gioco del nuovo mister, improntata sull'aggressività, sull'intensità fisica e sulla determinazione, sia perfettamente in sintonia con l'idea di calcio che tradizionalmente entusiasma il pubblico dello stadio Euganeo, una sorta di patto ideale che potrebbe facilitare l'inserimento del tecnico in un ambiente che, per sua stessa natura, tende a giudicare con severità i nuovi
Arrivati.
Il mercato e le strategie di Mirabelli
Mentre la macchina organizzativa si mette in moto per accogliere il nuovo corso, l'attività del direttore sportivo Massimiliano Mirabelli, da tempo al centro di voci di mercato che lo vorrebbero anche altrove, prosegue incessantemente sul fronte del calciomercato, con l'obiettivo di allestire una rosa competitiva che possa garantire al Padova non solo la salvezza, ma magari un campionato più tranquillo rispetto a quello appena concluso e chiuso con il brivido dell'ultima giornata.
I nomi che circolano in queste ore sono quelli di Paulo Azzi, laterale brasiliano di proprietà del Monza, e dell'attaccante Alvin Okoro, di proprietà del Venezia, due profili che, se dovessero concretizzarsi, andrebbero ad aggiungere freschezza ed esperienza a un organico che necessita di innesti mirati per alzare il tasso tecnico e garantire maggiori alternative al nuovo allenatore.
Ma è sul fronte dell'attacco che si gioca la partita più affascinante, con il Padova che sembra intenzionato a giocarsi le proprie carte per l'ingaggio di Stiven Shpendi, il giovanissimo centravanti albanese dell'Empoli classe 2003 che lo scorso campionato ha messo a segno quindici reti, piazzandosi al terzo posto nella classifica dei marcatori della Serie B.
Un prospetto di indubbio valore che, come riportato dalla stampa specializzata, sarebbe finito anche nel mirino del Genoa, il club rossoblù che, dopo aver investito cifre importanti per riscattare Baldanzi dalla Roma, sarebbe alla ricerca di un nuovo terminale offensivo.
Il contesto di un progetto a lungo termine
L'interesse per Shpendi, tuttavia, dimostra come la proprietà biancoscudata, forte delle risorse messe a disposizione per il calciomercato estivo, intenda giocarsi le proprie chance senza timori reverenziali nei confronti dei club di categoria superiore, segno che il progetto che si intende portare avanti a Padova è ambizioso e intende inserirsi stabilmente tra le protagoniste della serie cadetta.
Che Calabro sia o meno l'uomo giusto per traghettare questa nuova era, lo dirà solo il tempo, ma le premesse, dalla qualità del lavoro svolto a Carrara alla capacità di gestire piazze importanti come Catanzaro, fanno ben sperare che il tecnico pugliese possa riuscire a trasmettere alla sua nuova squadra quella personalità e quella fame di risultati che gli hanno permesso di costruirsi una solida reputazione nel mondo del calcio.
L'entusiasmo che traspare dalle parole dei tifosi della sua ex squadra, che lo hanno salutato con rispetto e riconoscenza per quanto ha saputo regalare loro, rappresenta il miglior biglietto da visita per un uomo che, arrivando in una piazza storica e tradizionalmente calda come quella patavina, dovrà dimostrare di saper reggere l'urto di una pressione che a Carrara, per quanto sentita, non aveva probabilmente raggiunto questi livelli, e sarà proprio questa capacità di affrontare le sfide con la giusta mentalità a decretare il successo o l'insuccesso di una scommessa che il Padova ha scelto di
Giocare con decisione e lungimiranza.
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