Sciopero nazionale dei treni il 5 e 6 maggio: disagi e polemiche sulla sicurezza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sistema ferroviario italiano si prepara a un nuovo giorno di caos, con lo sciopero nazionale indetto dai sindacati USB Lavoro Privato, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, UGL Ferrovieri, Fast-Confsal e Orsa Trasporti. L’astensione dal lavoro, che coinvolgerà dipendenti di Ferrovie dello Stato, Trenitalia, Trenord e Tper, durerà 24 ore, dalle 21:00 del 5 maggio alle 20:59 del 6 maggio, paralizzando gran parte dei collegamenti regionali e intercity.

Mentre i viaggiatori dovranno fare i conti con treni soppressi o ridotti – con fasce garantite limitate, soprattutto nelle ore mattutine e serali –, la protesta riaccende il dibattito sulle condizioni del trasporto su rotaia. A Genova, intanto, la polemica politica si concentra sulla sicurezza, dopo l’esclusione dei sindacati di polizia da un tavolo regionale voluto dall’assessore Scajola. «Una scelta miope», ha commentato la consigliera del Pd Carola Baruzzo, schierandosi con il Siap, che denuncia da tempo la marginalizzazione dei rappresentanti delle forze dell’ordine nelle discussioni sulla tutela dei passeggeri.

Lo sciopero in Liguria, dove la Cgil ha proclamato otto ore di stop dalle 9 alle 17, nasce proprio dal fallimento di quel confronto, a cui non hanno partecipato neppure le ferrovie, sebbene avessero preannunciato l’impossibilità di presenziare. Un’assenza che ha aggravato le tensioni, lasciando irrisolte questioni cruciali, dall’adeguamento dei controlli alla prevenzione degli episodi di violenza, sempre più frequenti sui convogli.

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