L'omicidio di via Spinuzza, sette giovani allo Zen ascoltati dai carabinieri
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Nel quadro delle indagini sull'uccisione di Paolo Taormina, il ventenne titolare del pub "O' Scruscio" freddato con un colpo di pistola alla testa nella notte tra sabato e domenica, i carabinieri hanno ascoltato, su disposizione della Procura, sette giovani del quartiere Zen. Gli investigatori, i quali devono districarsi tra le dinamiche di un agguato consumato in un luogo pubblico e in un momento di aggregazione, mirano a ricostruire con precisione il ruolo del gruppo che accompagnava Gaetano Maranzano, il ventottenne che si è dichiarato autore materiale del gesto. L'obiettivo primario, come emerge dalle prime e complesse fasi investigative, è duplice: chiarire chi, tra i presenti, abbia materialmente partecipato alla rissa divampata davanti al locale prima dello sparo e identificare coloro che abbiano invece fornito assistenza a Maranzano nella fuga immediatamente successiva all'omicidio, un dettaglio che assume un'importanza cruciale per la ricostruzione giudiziaria dell'intera vicenda.
La difesa si sfalda, l'avvocata rinuncia all'incarico
Proprio mentre le forze dell'ordine stringono i tempi attorno al branco, Gaetano Maranzano si trova a dover affrontare uno sviluppo inatteso sul fronte legale. L'avvocata Rosanna Vella, che lo aveva assistito sin dalle primissime ore dopo l'arresto, ha infatti formalmente rinunciato al mandato di difesa. La professionista, la quale ha già provveduto a inoltrare le dovute comunicazioni sia alla madre dell'indagato che in carcere e alla Procura, ha motivato la sua decisione, di per sé già significativa, citando delle "divergenze sulla strategia difensiva" con la famiglia del giovane. Questa non è la prima volta che la penalista incrocia la storia familiare di Maranzano, avendo in passato seguito il caso del padre, Vincenzo, condannato a dieci anni per un tentato omicidio ma assolto dall'accusa, ben più grave, di associazione mafiosa.
Un quartiere in lutto tra fiaccolate e murales
Mentre gli inquirenti lavorano per dipanare i fili della matassa giudiziaria e la posizione dell'unico indagato in carcere subisce una battuta d'arresto, il quartiere di Bonagia, dove Paolo Taormina risiedeva con la sua famiglia, cerca una sua forma di pacato raccoglimento. Proprio ieri sera una fiaccolata silenziosa ha attraversato le strade del rione, unendosi idealmente a un momento di preghiera che si terrà stasera nella chiesa di San Filippo Neri, allo Zen. Il cordoglio, che si esprime attraverso gesti semplici e partecipati, ha già trovato una sua espressione permanente in un murale realizzato nella piazzetta del quartiere, un ritratto del giovane accompagnato da scritte che invitano a dare valore agli affetti e a vivere intensamente ogni attimo, poiché la vita, come purtroppo dimostrano i fatti, può cambiare del tutto in un istante.




