La promozione infinita del Vicenza, il pensiero del padre e l’abbraccio della città
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Redazione Sport
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Fabio Gallo ha gli occhi lucidi mentre si affaccia dal balcone di sala Bernarda, e in quello sguardo perso nel vuoto c’è tutta la fatica di una stagione perfetta, ma anche la gioia liberatoria di un traguardo che sa di rivincita personale. Il primo pensiero del tecnico, nel momento esatto in cui il Vicenza ha messo in cassaforte il ritorno in Serie B, è volato lontano dal campo, verso una figura che di quel percorso è stata l’origine: suo padre Romeo, scomparso un anno fa. È a lui che Gallo dedica ogni vittoria, convinto di essere osservato da lassù in un’ottica di felicità condivisa. Fu proprio il genitore, ai tempi della Bollatese, a fare da primo allenatore, accompagnandolo poi alla Pinetina nei giorni in cui il figlio tentava di farsi largo nelle giovanili dell’Inter. Quel legame, riaffiorato con forza nella sala stampa del Menti, diventa la cifra sentimentale di una promozione costruita con la testa ma vissuta con il cuore.
Se il successo sul campo era già stato certificato dall’aritmetica con largo anticipo, la festa domenicale contro il Brescia ha trasformato un obbligo burocratico in un’apoteosi corale. Nonostante la promozione fosse già stata archiviata, il Menti si è presentato per l’ennesima volta con il tutto esaurito, dimostrando come il rapporto tra questa squadra e la sua gente vada ben oltre la necessità del risultato. Gallo, ancora stordito da quella marea biancorossa, è stato avvicinato da Alessio Tribuzzi, che con la complicità tipica degli spogliatoi lo ha sfottuto ricordando l’anno scorso a Chiavari: “Come Entella mister, come Entella vero?”. La risposta del tecnico, impreziosita da una battuta irriferibile, ha strappato risate liberatorie, spezzando per un istante la tensione emotiva di un pomeriggio che sembrava non voler finire.
L’abbraccio della piazza e l’invasione social
La festa, tuttavia, ha rapidamente travalicato i confini dello stadio per riversarsi nel cuore pulsante della città. Piazza dei Signori si è gremita in un tripudio di bandiere e cori, restituendo l’immagine di una comunità che attendeva questo momento da anni. A dare ulteriore eco a quella gioia collettiva ci hanno pensato i social, letteralmente invasi dalle immagini dei tifosi che celebravano la squadra di Gallo tra cori e fumogeni, in una coreografia che ha trasformato Vicenza in una cartolina vivente. La macchina organizzativa, d’altronde, ha già in serbo un altro appuntamento per prolungare l’estasi: la squadra è attesa tra un mese e mezzo per le finali di Supercoppa di Serie C, un trofeo che vedrà il Lane contendersi il Titolo con le vincitrici degli altri gironi, offrendo un’altra occasione per riempire le strade di entusiasmo.
La costruzione di un dominio annunciato
Se l’abbraccio della folla è stato così travolgente, lo si deve a un percorso sportivo che ha lasciato poco spazio all’improvvisazione. Il Vicenza ha dominato il girone A dalla prima all’ultima giornata, con un ruolino di marcia che parla di sole due sconfitte in trentaquattro partite e un attacco capace di segnare con impressionante continuità. Per Gallo, quello conquistato con il Lane rappresenta il secondo salto di categoria consecutivo, dopo la promozione ottenuta l’anno scorso alla guida della Virtus Entella. Arrivato in estate per sostituire il precedente allenatore, ha ereditato una squadra che nelle stagioni passate aveva più volte sfiorato l’obiettivo senza riuscire a centrarlo, fermandosi a un passo dalla B nelle fasi decisive dei playoff. In questa occasione, invece, non c’è stata storia: il primo posto è stato una costante, con il gruppo capace di incanalare le delusioni del passato in una determinazione granitica.
Il ricordo che non si spegne e la rinascita di un club
In quella corsa solitaria verso la cadetteria, Gallo ha trovato la forza di superare anche le difficoltà personali, trasformando il dolore per la perdita del padre in una motivazione aggiuntiva. Il racconto di quelle mattine passate alla Pinetina, con il genitore che gli faceva da scorta nei provini per l’Inter, restituisce l’immagine di un uomo che non ha mai smesso di portare con sé le proprie radici. Una storia, quella del tecnico, che si intreccia perfettamente con quella del club veneto, tornato a respirare l’aria della Serie B dopo un periodo complicato fatto di tentativi sfumati e ricostruzioni. La piazza, che nelle difficoltà non ha mai smesso di riempire lo stadio, ora si gode il meritato ritorno tra i cadetti con la consapevolezza di avere tra le mani un gruppo solido e un allenatore capace di trasformare le ambizioni in fatti concreti.




