Scozia, Galles e Irlanda del Nord firmano a Cardiff il patto per l'autodeterminazione

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   I vertici dei tre principali partiti autonomisti delle nazioni celtiche del Regno Unito si sono riuniti a Cardiff per sottoscrivere un memorandum d'intesa congiunto. Il documento, firmato da John Swinney per lo Scottish National Party, Rhun ap Iorwerth per Plaid Cymru e Michelle O'Neill per Sinn Féin, rivendica il diritto all'autodeterminazione di Scozia, Galles e Irlanda del Nord e attacca la linea politica di Westminster. «Le nostre nazioni hanno diritto all'autodeterminazione.

Nessun governo di Westminster ha il diritto di bloccare la democrazia o di minare il principio secondo cui saranno i nostri popoli a decidere il proprio futuro», si legge nel testo dell'intesa.

Un fronte comune inedito

Per la prima volta dall'avvio della devoluzione, le tre amministrazioni territoriali sono guidate contemporaneamente da esponenti di forze politiche dichiaratamente favorevoli al superamento dell'Unione. Swinney guida l'esecutivo scozzese, ap Iorwerth è alla guida del governo gallese dopo la vittoria elettorale del maggio 2026, mentre O'Neill ricopre la carica di prima ministra nordirlandese dal 2024, all'interno del sistema di condivisione del potere con gli unionisti del DUP.

Il documento è stato firmato in qualità di leader di partito e non di governi regionali, una precisazione resa necessaria dalle regole costituzionali: in Galles il governo è espressione del Partito Laburista, mentre a Belfast l'esecutivo si regge sulla coabitazione obbligatoria con i filo-britannici.

Quattro pilastri programmatici

Il memorandum articola la cooperazione su quattro direttrici. La prima riguarda il diritto all'autodeterminazione, con la richiesta esplicita a Westminster di «prepararsi, pianificare e agevolare il cambiamento costituzionale in ogni giurisdizione». Il secondo pilastro attacca la linea economica di Whitehall, giudicata accentratrice e iniqua, e punta su politiche di redistribuzione della ricchezza. Il terzo riguarda la sovranità energetica: Scozia, Galles e Irlanda del Nord intendono mettere a fattor comune le risorse eoliche e idriche per abbattere i costi delle forniture.

Il quarto pilastro è la prospettiva europea: la Brexit viene definita come un danno economico imposto da Londra, e il documento afferma che «il futuro delle nostre nazioni appartiene all'Unione Europea».

Il quadro giuridico e le reazioni

Sul piano giuridico l'intesa ha valore vincolante nullo: non può attivare referendum né scavalcare la Corte Suprema o il Parlamento di Westminster. Il precedente referendario scozzese del 18 settembre 2014 si chiuse con il 55,25% dei contrari all'indipendenza e il 44,65% dei favorevoli, con un'affluenza dell'84,6%. Nel novembre 2022 la Corte Suprema britannica ha stabilito che il Parlamento di Holyrood non può indire autonomamente una nuova consultazione, nemmeno consultiva, senza l'autorizzazione di Londra.

La vice prima ministra nordirlandese Emma Little-Pengelly ha criticato la presenza di O'Neill all'incontro, sostenendo che la collega «non aveva alcuna autorità di firmare una Carta dei distruttori a nome del popolo dell'Irlanda del Nord» e che avrebbe dovuto ottenere il suo consenso per agire in veste istituzionale.

Il contesto internazionale

L'iniziativa di Cardiff arriva a pochi giorni dalle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, in visita ufficiale a Dublino il 12 e 13 settembre 2026. Trump ha definito la riunificazione irlandese «uno sviluppo auspicabile e inevitabile», suscitando reazioni contrastanti. Il primo ministro irlandese Micheál Martin ha precisato la necessità di rispettare le procedure previste dall'Accordo del Venerdì Santo, il trattato del 1998 che pose fine al trentennale conflitto nordirlandese.

Per i nazionalisti l'apertura della Casa Bianca rappresenta un assist, ma anche un elemento di rischio, poiché un endorsement presidenziale può mobilitare gli avversari tanto quanto i sostenitori in un dossier dove la neutralità di Washington era finora considerata parte dell'equilibrio di pace.

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