Buon compleanno Eddy, ottant’anni di Merckx in mostra al Ghisallo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Eddy Merckx, il “Cannibale” che ha divorato il ciclismo come nessun altro, spegne oggi ottanta candele. Un traguardo che il Museo del Ghisallo celebra con una mostra dedicata alla sua carriera, un viaggio attraverso un dominio senza precedenti, costellato di trionfi e rivalità indimenticabili. Dal 1966 al 1976, Merckx ha scritto pagine di storia con numeri che ancora oggi lasciano senza fiato: cinque Tour de France, altrettanti Giri d’Italia, sette Milano-Sanremo, tre Parigi-Roubaix e una Vuelta, oltre a un record dell’ora e tre titoli mondiali. Un palmarès che, più che raccontare, grida la sua grandezza.

Non tutto, però, fu un percorso trionfale senza intoppi. Il suo strapotere suscitò anche ostilità, come quella che culminò nell’aggressione dell’11 luglio 1975, quando un tifoso francese lo colpì al fegato durante il Tour. Indossava la maglia gialla e puntava alla sesta vittoria, ma il giorno dopo fu costretto al ritiro, lasciando strada a Bernard Thévenet. “Il suo unico torto è non essere francese”, commentò all’epoca il giornalista Luc Varenne, sintetizzando con una battuta il clima di rivalità che spesso circondò Merckx.

Eppure, furono soprattutto i duelli con Luis Ocaña, nei Tour del 1971 e 1972, a consegnare al mito la sua figura. Battaglie epiche, combattute su strade che diventarono teatri di un’agonia e di una gloria senza pari. Quella stessa fame di vittorie che gli valse il soprannome di “Cannibale” – perché, come disse un giornalista, “divorava tutti” – è oggi ricordata non solo dai numeri, ma dall’intensità con cui ha segnato un’intera epoca.

In un’intervista rilasciata in occasione del compleanno, Merckx ha rievocato alcuni dei volti che hanno incrociato la sua strada, da Lance Armstrong – di cui ha parlato con delusione – a Marco Pantani, che invece ha ammirato, fino a Tadej Pogačar, erede di un ciclismo diverso ma ugualmente affascinante. Senza mai perdere quel tono diretto che lo ha sempre caratterizzato, fuori e dentro la corsa.

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