Iran e Israele, la tregua si rompe: missili e raid aprono una nuova fase
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Redazione Esteri
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Il conflitto tra Iran e Israele è entrato in una nuova fase dopo il lancio di missili balistici iraniani contro il territorio israeliano e la successiva risposta militare dello Stato ebraico. L’azione di Teheran è arrivata nella notte come reazione all’attacco israeliano condotto il giorno precedente contro Beirut sud, nell’area di Dahieh. Israele ha quindi risposto con una serie di raid aerei contro numerosi obiettivi in Iran, segnando un’ulteriore escalation in un contesto già segnato da tensioni crescenti e da un cessate il fuoco che, secondo le ricostruzioni riportate, non era mai stato pienamente rispettato.
Missili iraniani e risposta israeliana
L’Iran ha lanciato almeno due ondate di missili contro Israele. Nel centro del Paese sono state udite esplosioni mentre le difese aeree israeliane cercavano di intercettare i vettori in arrivo. L’impatto della minaccia ha coinvolto anche il sistema sanitario: negli ospedali israeliani pazienti e attrezzature sono stati trasferiti in strutture sotterranee per motivi di sicurezza. Si tratta del primo attacco missilistico iraniano contro Israele dall’entrata in vigore della tregua dello scorso aprile, un elemento che evidenzia il ritorno a uno scontro diretto dopo mesi caratterizzati da un equilibrio precario.
La reazione israeliana si è concentrata su una ventina di obiettivi distribuiti in diverse aree dell’Iran. Tra i siti colpiti figurano l’aeroporto di Mehrabad a Teheran, un magazzino destinato all’assemblaggio di droni a Najafabad, aree di lancio di missili localizzate a Tabriz, Ilam e Shiraz, oltre all’impianto petrolchimico di Mahshahr. Nella lista degli obiettivi rientrano anche un sito situato sull’Isola di Kharg e alcune postazioni della difesa aerea iraniana. L’ampiezza geografica delle operazioni mostra una risposta articolata, rivolta sia a infrastrutture militari sia a strutture considerate strategiche.
La fine del cessate il fuoco e le nuove tensioni regionali
Secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, la nuova escalation interrompe il periodo di cessate il fuoco entrato in vigore ad aprile. Da Teheran è arrivato anche un messaggio diretto a Israele: un portavoce del comando militare centrale iraniano ha avvertito che eventuali nuove operazioni o rappresaglie potrebbero provocare “gravi battute d’arresto”. Le dichiarazioni accompagnano una fase in cui alle azioni militari si affianca un intenso confronto sul piano strategico.




