Manovra 2025, tagli, deficit e incertezze
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Redazione Interno
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Il governo italiano ha recentemente approvato una manovra per il 2025 del valore di oltre 28 miliardi di euro, una parte dei quali sarà finanziata in deficit. Tuttavia, le coperture previste sollevano preoccupazioni: escludendo l'utilizzo del fondo per la delega fiscale e i tagli a regioni ed enti locali, le entrate non provengono da fonti permanenti. Il 15 ottobre, come previsto dal "semestre europeo", il governo ha inviato il Documento programmatico di bilancio (Dpb) a Bruxelles per la valutazione delle istituzioni europee.
L'economista Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici dell'Università Cattolica di Milano, ha commentato che la manovra presenta molte conferme, come il taglio del cuneo fiscale e dell'Irpef, ma poche novità. Secondo Cottarelli, rispetto all'anno precedente, le banche subiranno un impatto negativo immediato, poiché pagheranno più tasse nel 2025-26, ma successivamente potrebbero beneficiare di una riduzione fiscale.
La manovra, approvata dal Consiglio dei ministri, prevede complessivamente 29,7 miliardi di euro per il 2025. Tuttavia, il Parlamento non ha ancora ricevuto il testo completo, che il governo ha promesso di consegnare entro lunedì 21 ottobre. Anche i ministri, al momento, navigano a vista, poiché non hanno ottenuto molti dettagli dal ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti.
Inoltre, la tabella con i saldi – entrate e uscite nel triennio – ottenuta da La Stampa, rivela che il ceto medio è stato penalizzato, nonostante le promesse di tagli fiscali. Le banche, pur pagando più tasse nel breve termine, potrebbero vedere una riduzione fiscale negli anni successivi.




