L’Inter rifinanzia il debito con nuovo debito: la mossa obbligata per evitare l’esclusione
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Redazione Economia
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Che si possa finanziare un debito con un altro debito, nel calcio, è una realtà che poco ha a che fare con le logiche del mondo imprenditoriale. Se altrove sarebbe un’utopia, per l’Inter è diventata l’unica via d’uscita per evitare conseguenze drammatiche, a cominciare dall’esclusione dalla Serie A. Il club nerazzurro, dopo la sconfitta in Champions League contro il PSG – controllato da un fondo d’investimento – ha annunciato il rifinanziamento anticipato del bond da 415 milioni di euro, emesso nel 2022 con un tasso del 6,75% e in scadenza nel febbraio 2027.
La mossa, come riportato da Tuttosport, non nasce da una strategia di crescita ma da una necessità stringente: senza di essa, l’Inter non avrebbe potuto iscriversi al campionato 2026-27. A dettare le regole è Oaktree, il fondo americano che controlla la società e che, pur non volendo immettere nuovi capitali, ha optato per questa soluzione per evitare il default. Un’operazione che, secondo Il Sole 24 Ore, potrebbe essere propedeutica a una futura cessione.
"All’Inter vedo mosse disperate", ha commentato Massimo Pavan, sottolineando come la situazione finanziaria del club sia tutt’altro che rosea. Le parole lasciano intuire che, senza gli aiuti esterni – quelli stessi che hanno tenuto in piedi la gestione Zhang – la squadra milanese si troverebbe in acque ancora più turbolente. La partenza di Simone Inzaghi, poi, sembra inserirsi in un contesto di incertezze che il mercato estivo potrebbe ulteriormente chiarire.
Bank of America è al lavoro per strutturare l’operazione, ma resta il fatto che Oaktree, pur garantendo un rifinanziamento, non sembra intenzionato a sostenere l’Inter con ulteriori risorse. Un approccio che, se da un lato evita il tracollo immediato, dall’altro lascia aperte domande sul futuro del club. Intanto, i 100 milioni che il fondo preleverà dalle casse nerazzurre non faranno che aggravare un bilancio già sotto pressione.




