Mercedes, Wolff ammette: "Performance persa, le ragioni non sono chiare". Podio amaro a Zandvoort
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Redazione Sport
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La prima certezza a saltare, nella stagione 2026 della Formula 1, è stata quella relativa a George Russell; ora, alla ripresa dopo la pausa estiva, anche la Mercedes non è più vista come il riferimento assoluto. Eppure, a Zandvoort, il team di Brackley ha piazzato entrambe le monoposto sul podio, con Kimi Antonelli secondo e Russell terzo.
Ma il dato che ha lasciato strascichi nella zona mista non è stato il risultato, bensì le parole di un Toto Wolff perplesso, il quale ha dovuto fare i conti con una flessione di prestazioni che, a suo dire, non trova ancora una spiegazione tecnica razionale.
Un podio che non nasconde le crepe
Il dodicesimo atto del Mondiale 2026, andato in scena per l'ultima volta sul tracciato di Zandvoort, ha regalato alla Mercedes un doppio piazzamento sul gradino più basso del podio, ma l’umore del Team manager era ben lontano dall’euforia. Precisamente, l’attuale leader della classifica, Andrea Kimi Antonelli, ha strappato la seconda posizione precedendo dopo ordine di scuderia George Russell, piazzatosi al terzo posto.
Tuttavia, l’analisi a freddo del fine settimana ha rivelato un quadro meno rassicurante di quanto la classifica possa suggerire: le ragioni della perdita di competitività, secondo Wolff, non sono chiare e impongono una riflessione profonda all'interno del reparto tecnico inglese.
Il vantaggio tecnico è svanito
Melbourne, domenica sera. Dopo il primo Gran Premio del mondiale 2026, l’idea generale era quella di essere al via di una stagione che sarebbe stata marchiata a fuoco dalla Stella a tre punte. Non c’era neanche il dubbio su quale dei due piloti, tra Russell e Antonelli, sarebbe stato campione del mondo. Ma quella percezione di superiorità assoluta si è progressivamente affievolita, e l’aver subito tre sconfitte (due Ferrari e una McLaren) nelle ultime cinque gare ha suonato come un campanello d’allarme.
Per ammissione dello stesso direttore tecnico James Allison, a Brackley speravano che la supremazia mostrata nella prima parte del campionato potesse bastare per mantenere il controllo di entrambi i campionati, ma la realtà dei fatti ha consigliato la squadra di non abbassare la guardia, anzi, di approntare uno sviluppo importante della W17.
La rimonta di Ferrari e McLaren
Le classifiche iridate parlano chiaro: la Mercedes è ancora favorita sia per il titolo Piloti che per quello Costruttori. Ma è un dato di fatto che quest'estate sia la Ferrari che la McLaren abbiano fatto un deciso passo avanti, cucendo gran parte del divario che a inizio anno le separava dalle W17 di Antonelli e Russell. Prova ne sono le due vittorie ottenute dal Cavallino Rampante tra Barcellona e Silverstone, ma anche quella di Lando Norris in Ungheria per la scuderia di Woking e la pole sempre firmata dal campione del mondo proprio a Zandvoort, nella giornata di sabato.
La Mercedes, insomma, non si sente al sicuro e sa che il margine accumulato si sta assottigliando pericolosamente gara dopo gara.
La strada degli aggiornamenti
La risposta della Stella ai segnali di flessione arriverà in Malesia, dove sono previsti i prossimi aggiornamenti per la W17. Nel frattempo, a Brackley si stanno già modificando i flussi del corner anteriore, ma l’intervento più corposo è atteso nelle prossime settimane. L'obiettivo è quello di arginare l’emorragia di prestazioni e restituire ai piloti una monoposto in grado di dominare come nei primi appuntamenti stagionali.
Perché se è vero che il podio di Zandvoort ha mascherato le difficoltà, è altrettanto vero che la Ferrari e la McLaren hanno ormai dimostrato di poter mettere pressione costante, trasformando un campionato che sembrava scontato in una battaglia aperta e incerta.
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