Palladino ritrova Bakker, ma la Juve di Spalletti punta alla Coppa
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Redazione Sport
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A Zingonia, dove l'aria frizzante di febbraio accompagna le sedute pomeridiane, l'Atalanta di Palladino ha ritrovato un tassello che mancava dall'inizio della stagione. Dopo la lunga riabilitazione successiva alla rottura del legamento crociato, patita in un infortunio estivo durante un normale allenamento, Mitchell Bakker ha infatti completato la sua reintegrazione, lavorando a pieno Titolo con il gruppo. Un ritorno, quello dell'esterno olandese, che arriva dopo un percorso di sei mesi scandito anche da allenamenti mirati con le formazioni giovanili, e che consegna finalmente al tecnico una rosa completa in vista dello scontro di domani sera contro la Juventus. Un appuntamento, quello di Coppa Italia, che si carica di significati particolari per i nerazzurri, i quali – nonostante un campionato faticoso che li vede a cinque lunghezze dal sesto posto – coltivano il sogno di aprire una doppia via per l'Europa, aggrappandosi anche al trofeo che manca dai tempi lontani di sessantatré anni fa.
La doppia corsa dell'Atalanta e il peso della Juve
Quella di domani, insomma, non è una semplice partita di quarti di finale, ma un potenziale varco verso un obiettivo prestigioso, da raggiungere sfruttando anche il fattore campo e il calore del pubblico di Bergamo. Se da una parte, infatti, la classifica di Serie A impone un recupero non semplice, dall'altra la Coppa Italia rappresenta una scorciatoia più diretta, seppur irta di ostacoli immediati come la Juventus. I bianconeri, reduci dalla netta vittoria per 4-1 sul Parma, approcciano la trasferta con l'autorevolezza di chi, nella gestione di Spalletti, ha dimostrato di possedere un ampio margine di rotazione e qualità diffusa. Una squadra che, nonostante la stanchezza di un calendario fitto, ha mostrato di saper esprimere un calcio di livello elevato, ponendosi come favorita per l'accesso alle semifinali.
Le strategie a confronto in vista del big match
Proprio in virtù di questo potenziale, l'allenatore della Vecchia Signora è atteso da scelte importanti, con un probabile turnover in alcuni reparti per schierare una formazione fresca e competitiva. Dall'altra parte, Palladino dovrà valutare come integrare al meglio Bakker, la cui condizione atletica dopo un infortunio così grave rimane un'incognita da gestire con cautela, in un contesto dove ogni dettaglio può risultare decisivo. Il momento di forma dei bergamaschi, che non brillano per risultati recenti, rende ancor più cruciale l'approccio tattico e mentale a una sfida che, al di là del risultato, potrebbe segnare psicologicamente il resto della stagione.
Il valore di una partita oltre il risultato
Quello che si prospetta, dunque, è un duello tra due filosofie e due necessità precise: per l'Atalanta la partita rappresenta un'occasione unica per rilanciare una stagione ambiziosa e accendere un entusiasmo che in campionato si è un po' smorzato; per la Juventus, invece, costituisce un passaggio obbligato per mantenere viva la caccia a un trofeo nazionale e confermare la solidità di un progetto in crescita. Il fatto che Palladino possa contare, finalmente, su tutti i suoi uomini – Bakker incluso – introduce un elemento di imprevedibilità in un contesto dove la squadra di Spalletti parte con i favori del pronostico. Si giocherà molto, in quelle novanta minuti, e non solo un posto in semifinale.




