Assoluzione in Appello per Carlo Demartini, AD della Banca di Asti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Corte d’Appello di Torino ha assolto con formula piena Carlo Demartini, amministratore delegato e direttore generale della Banca di Asti, ribaltando la condanna di primo grado per false comunicazioni sociali. La sentenza, che ha stabilito la non sussistenza del fatto, chiude definitivamente la vicenda giudiziaria.

I crediti deteriorati al centro del caso

La questione processuale ruotava attorno alla classificazione di crediti deteriorati per circa trenta milioni di euro, iscritti nei bilanci del 2015 e del 2016. L'accusa sosteneva che questi crediti, di dubbia esigibilità, fossero stati presentati in modo fuorviante per mostrare un'immagine più solida della banca.

La legittimità delle scelte operative

I giudici d'appello hanno invece ritenuto infondata l'accusa, valutando come pienamente legittime le scelte contabili operate dalla direzione della banca. La corte ha affrontato la complessa interpretazione delle norme tecniche e dei principi contabili applicati alla gestione dei crediti già in contenzioso all'epoca.

Il ribaltamento della sentenza di primo grado

Nel processo di primo grado, celebrato davanti al Gup Belli, la Banca di Asti e l'ex presidente Aldo Pia erano stati assolti, mentre la condanna si era concentrata solo su Demartini. L'assoluzione piena in Appello rappresenta una totale inversione di tendenza, estendendo anche al manager il principio della non sussistenza del reato e rilegittimando il suo operato.

Le conseguenze per il futuro della banca

La sentenza, della quale non sono ancora note le motivazioni integrali, cancella ogni addebito a carico del banchiere. L'esito del processo riporta ora l'attenzione sugli assetti proprietari della banca, la cui valorizzazione era indicata dalle accuse come l'obiettivo delle presunte irregolarità. Resta da vedere quali ripercussioni avrà questa lunga vicenda sul futuro dell'istituto di credito.

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