Eredità Valentino, il mistero si scioglie: la fondazione in Liechtenstein è l'unica erede
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A quasi sei mesi dalla scomparsa di Valentino Garavani, avvenuta lo scorso 19 gennaio all'età di 93 anni, il velo di mistero che avvolgeva le sue ultime volontà si è finalmente squarciato. Contro ogni previsione, che indicava come possibili beneficiari i suoi più stretti familiari o collaboratori, il testamentodello stilista ha rivelato una scelta inaspettata e di ampio respiro, destinata a segnare il futuro del suo immenso patrimonio.
L'eredità, stimata in centinaia di milioni di euro, non andrà a una singola persona, ma sarà interamente gestita dalla Valentino Garavani-Giancarlo Giammetti Foundation, un'entità con sede a Vaduz, nel cuore del principato del Liechtenstein.
Un patrimonio da sogno e la scelta della fondazione
La decisione, formalizzata in un testamento redatto il 29 marzo 2023 davanti a un notaio a Gstaad, in Svizzera, è stata resa pubblica solo ora dal Corriere della Sera, mettendo fine a settimane di speculazioni. Valentino, che non aveva eredi legittimi, ha potuto così disporre liberamente del 100% dei suoi beni, scegliendo di affidare il suo impero a una struttura pensata per preservarne l'unità e garantirne una gestione a lungo termine.
La fondazione, che non va confusa con l'omonima realtà filantropica con sede a Roma, diventa così il perno centrale di una successione che coinvolge ville storiche, uno yacht, opere d'arte di inestimabile valore e un castello francese. Tra le proprietà più iconiche che confluiranno nella fondazione spiccano Villa Letizia, la maestosa residenza sulla Via Appia Antica a Roma, e il Castello di Wideville, una dimora del XVI secolo situata nei pressi di Parigi.
A completare questo quadro patrimoniale da capogiro, lo yacht TM Blue One, lungo 46 metri, e una collezione d'arte che annovera firme del calibro di Pablo Picasso, Andy Warhol, Francis Bacon e Damien Hirst, insieme a cospicui investimenti finanziari e conti correnti esteri.
La gestione del lascito: vendite e beneficenza
Se il quadro generale dell'eredità è ora chiaro, restano da definire le modalità con cui questo patrimonio verrà effettivamente gestito e trasformato. Secondo quanto riportato da Repubblica e confermato da Ronald Feijen, storico consulente dello stilista e uno degli esecutori testamentari, tutti i beni che non sono stati direttamente assegnati attraverso legati specifici saranno progressivamente venduti.
L'obiettivo è quello di monetizzare gli asset per alimentare la fondazione, consentendole di portare avanti le iniziative sociali e filantropiche che ne costituiscono la ragione d'essere, dalla promozione dell'arte al sostegno a persone in difficoltà e alla tutela degli animali, una causa particolarmente cara a Valentino. La vendita del Castello di Wideville, in particolare, sembra essere uno degli atti successori imminenti, con la proprietà già passata alla "Succession Valentino Garavani" a giugno.
L'intera operazione, che richiederà tempo per una ricognizione completa del patrimonio, è affidata a un team di esecutori e amministratori di alto profilo: oltre a Giammetti e Feijen, figurano l'avvocato svizzero Marc Bonnant, il banchiere Grégoire Bordier e l'avvocato ginevrino Matteo Pedrazzini.
I legati riservati e il cerchio magico di Valentino
Sebbene la fondazione sia l'erede universale, il testamento di Valentino prevede anche una serie di "legati", ovvero lasciti specifici a persone fisiche. L'identità dei beneficiari e la natura dei beni loro destinati rimangono tuttavia coperte da un rigoroso riserbo, voluto dallo stesso stilista.
Le indiscrezioni, alimentate da diverse fonti, indicano come possibili destinatari di questi legati alcuni dei nomi che hanno composto il suo "cerchio magico" per decenni: l'ultimo compagno Vernon Bruce Hoeksema, l'ex compagno e socio storico Giancarlo Giammetti, il nipote Piero Villani, figlio della sorella Wanda, e la famiglia del brasiliano Carlos Souza, collaboratore di lunga data.
La scelta di una fondazione come erede unica, tuttavia, appare come l'ultimo e più importante atto di una visione che ha sempre anteposto la tutela di un'eredità culturale e artistica a qualsiasi altra considerazione, garantendo che il nome di Valentino continui a essere associato a eleganza e filantropia molto oltre la sua esistenza.




