Fratelli d’Italia si conferma primo partito, calano lievemente Pd e Movimento 5 Stelle nell’ultimo sondaggio Swg per il Tg La7
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Redazione Interno
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L’istituto demoscopico Swg, per conto del Tg La7, ha fotografato nella serata di lunedì 23 febbraio lo stato di salute dei partiti italiani, consegnando agli analisti un quadro che, pur nella sua apparente staticità ai piani alti delle preferenze, rivela alcuni scricchiolii e controcorrenti nelle quote intermedie e nei margini del sistema politico. Fratelli d’Italia, il partito guidato dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni, consolida il proprio primato attestandosi al 29,8%, una percentuale che non registra oscillazioni rispetto alla rilevazione precedente e che ne ribadisce la posizione di forza trainante della coalizione di centrodestra. Alle sue spalle, il Partito Democratico subisce una flessione minima, dello 0,1%, scendendo così al 21,9%; un segnale, seppur lieve, che indica una difficoltà nel mordere il vantaggio del partito di maggioranza relativa. Più marcato, in termini proporzionali, il passo indietro del Movimento 5 Stelle, che arretra dello 0,3% fermando la sua percentuale all’11,5%, in un momento in cui il partito sembra cercare una nuova identità dopo le polemiche legate ai referendum e alla gestione dell’ordine pubblico.
La Lega recupera terreno, Forza Italia stabile e Avs in lieve ascesa
Nel composito scacchiere delle alleanze, colpisce l’andamento differenziato delle forze minori. Se Forza Italia registra una lievissima perdita dello 0,1% portandosi all’8,3%, la Lega di Matteo Salvini mostra segni di vitalità con un incremento dello 0,2% che la riporta al 6,6%. Questo recupero del Carroccio, seppur contenuto, assume rilevanza se incrociato con i dati che riguardano la nuova creatura politica del generale Roberto Vannacci. Proprio mentre l’ex vicesegretario leghista ufficializzava a Bruxelles l’ingresso del suo movimento, Futuro Nazionale, nel gruppo sovranista Europa delle Nazioni Sovrane (Esn), quello fondato dall’AfD tedesca, il sondaggio registra una frenata per la sua lista: Futuro Nazionale perde infatti lo 0,2%, scendendo al 3,4% e venendo così superato da Azione di Carlo Calenda, che guadagna lo 0,2% attestandosi al 3,5%. L’alleanza Verdi e Sinistra, dal canto suo, prosegue un trend di moderata ma costante crescita, aggiudicandosi un +0,1% che la porta al 6,7%, superando di fatto la Lega di un solo decimo di punto.
Il centro che si riorganizza e il calo dell’astensione
Scendendo ancora nella graduatoria delle preferenze, si nota un lieve ridimensionamento per Italia Viva, che cala dello 0,1% fermandosi al 2,2%, mentre +Europa e Noi Moderati mantengono le rispettive posizioni, rispettivamente all’1,4% e all’1,1%. Un dato particolarmente osservato dagli strateghi di partito è la diminuzione dell’area del cosiddetto “non voto” o dell’indecisione: la quota di coloro che non si esprimono scende dal 28% al 27%. Un punto percentuale che, sebbene possa sembrare marginale, segnala un potenziale risveglio dell’interesse elettorale e che, stando ai flussi, sembra aver beneficiato in particolare le liste minori e quelle posizionate agli estremi dello schieramento. La mossa di Vannacci, che ha dichiarato di voler “federare le realtà politiche e sociali che credono in una destra vera” e di voler “risvegliare le coscienze” del 52% degli italiani che non vanno a votare, si inserisce proprio in questa dinamica di riattivazione del bacino astensionista, sebbene la rilevazione Swg mostri per ora un assestamento più che un’avanzata del neonato partito.
Il quadro delle opposizioni e i movimenti nei sondaggi
Per il centro-sinistra, il mese di febbraio si chiude con più di un motivo di riflessione. La flessione congiunta di Pd e Movimento 5 Stelle, infatti, allontana l’ipotesi di un recupero rapido del divario che li separa dal partito di maggioranza relativa. I dem di Elly Schlein, nonostante un attivismo parlamentare sulle riforme, non riescono a scalfire più di tanto il consenso dell’elettorato, mentre i pentastellati di Giuseppe Conte accusano il colpo più pesante in termini percentuali. Nel frattempo, il centrodestra nel suo complesso, sommando i consensi di FdI, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, mantiene una quota che sfiora il 46%, un dato che, in un’ipotetica tornata elettorale con l’attuale legge, garantirebbe una solida base parlamentare. La partita, tuttavia, si gioca ora sul terreno referendario, con la giustizia al centro del dibattito, e sulla capacità dei partiti minori di consolidare o meno il proprio bacino, in un quadro che la rilevazione del 23 febbraio restituisce come fluido e in attesa di sviluppi concreti.




