Italia approva il divieto di maternità surrogata all'estero

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Senato italiano ha approvato definitivamente, mercoledì 16 ottobre, la proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia per rendere la gestazione per altri (GPA) un reato universale. Questa legge, che punisce chi va all'estero per la maternità surrogata, ha suscitato forti reazioni a livello internazionale, con il New York Times che ha definito la misura un attacco alle coppie gay e a quelle che hanno problemi di fertilità. Francesco e Ciro, una coppia che ha avuto un figlio tramite GPA in Canada, si trovano ora in una situazione di incertezza legale. "Siamo una famiglia, non criminali", affermano, sottolineando come la loro genitorialità non sarebbe possibile oggi.

La legge, sostenuta da esponenti come Morgante di Fratelli d’Italia, viene descritta come una battaglia di civiltà contro un abominio che lede la dignità delle donne, trasformandole in merce di scambio, al pari dei bambini che portano in grembo. Morgante ha dichiarato che una gravidanza dietro compenso è inumana e che la legge rappresenta un traguardo di civiltà per le donne e i bambini.

Tuttavia, le implicazioni della nuova legge sono ancora da definire completamente. Fulvio, un dipendente pubblico, rischia di perdere il lavoro e affrontare il carcere a causa della GPA che ha intrapreso in Ucraina, dove una donna partorirà per lui e sua moglie a maggio. La coppia, che aveva perso un figlio per una complicazione durante il parto, si trova ora a dover affrontare ulteriori difficoltà legali e personali. "Il nostro bambino è morto tra le mie braccia, chi sono questi politici per accusarci di egoismo?", si chiede Fulvio, evidenziando il dramma umano dietro le decisioni legislative.

La criminalizzazione della maternità surrogata all'estero pone numerosi interrogativi sulle vite di padri e madri che vi hanno fatto ricorso, e le conseguenze di questa legge potrebbero essere profonde e durature.

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