Caporalato a Lodi: sfruttamento dei braccianti agricoli
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Redazione Interno
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Un'inchiesta condotta dai militari del Comando provinciale di Lodi della Guardia di Finanza ha rivelato un sistema di sfruttamento di oltre un migliaio di braccianti agricoli, attivi nella raccolta di frutta e verdura tra il 2017 e il 2023. I lavoratori erano costretti a turni massacranti, fino a diciassette ore al giorno, e a dormire su scomode brande all'interno di capanni, senza ferie o permessi.
Condizioni di lavoro disumane
I braccianti, provenienti principalmente da paesi stranieri, lavoravano chini dalla mattina alla sera sotto il sole cocente, raccogliendo ortaggi e lavorando la terra con mezzi agricoli. Il loro contributo è fondamentale per l'economia e le attività imprenditoriali delle campagne lodigiane, ma le condizioni di lavoro erano inaccettabili.
Evasione contributiva e fiscale
L'inchiesta ha portato alla luce 1.054 posizioni lavorative irregolari, con un'evasione contributiva e fiscale stimata in circa 3 milioni di euro. Questo sistema di sfruttamento non solo danneggia i lavoratori, ma crea anche un grave danno economico allo Stato.
Intervento delle autorità
L'imprenditore agricolo di 58 anni di Paullo, indagato per sfruttamento della manodopera, è stato interrogato dal Gip di Lodi e sottoposto alla misura cautelare del divieto di guidare qualsiasi impresa per un anno. Le autorità stanno lavorando per smantellare questo sistema di sfruttamento e garantire condizioni di lavoro dignitose per tutti i braccianti.
L'importanza della denuncia
Marco Omizzolo, sociologo e ricercatore Eurispes, sottolinea l'importanza di denunciare queste situazioni di sfruttamento per proteggere i diritti dei lavoratori e promuovere un'agricoltura etica e sostenibile. Solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, sindacati e società civile sarà possibile porre fine a queste pratiche disumane.
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