Bazooka Ue, l’arma digitale che Bruxelles punta contro i dazi di Trump

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Commissione europea, mentre valuta la risposta alle nuove tariffe doganali annunciate da Donald Trump, prepara un’offensiva che colpirebbe il punto più sensibile degli Stati Uniti: il dominio delle big tech sul mercato continentale. Il cosiddetto "bazooka Ue", un insieme di strumenti legislativi ed economici, include misure come tasse digitali su pubblicità e intermediazioni, sanzioni miliardarie applicabili attraverso il Digital Services Act e il Digital Markets Act, e persino l’attivazione – opzione estrema – del meccanismo anti-coercizione già invocato dalla Francia.

Trump, da parte sua, ha ribadito su Truth Social la sua convinzione che gli Stati Uniti siano stati "derubati per decenni, da amici e nemici", sostenendo che l’aumento dei dazi al 30% per l’Ue sia una necessità per riequilibrare rapporti commerciali finora squilibrati. Bruxelles, tuttavia, non sembra intenzionata a cedere senza contrattaccare. Il secondo pacchetto di contromisure, originariamente stimato intorno ai 100 miliardi, è stato ridimensionato a 72 miliardi di euro, ma rimane una leva significativa.

Christophe Hansen, commissario europeo all’Agricoltura, ha sottolineato durante una conferenza stampa che la situazione è "in continua e rapida evoluzione", confermando che l’Ue sta lavorando a possibili scenari pur mantenendo aperta la porta a un compromesso prima del primo agosto. Intanto, la presidenza Ue ha accennato alla necessità di cercare nuovi partner commerciali e di rafforzare la cooperazione con la Cina, segnale di una strategia che guarda oltre l’immediata contrapposizione con Washington

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