Meloni: «Le mafie sono un nemico dichiarato della nostra democrazia»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «Le mafie sono un nemico dichiarato della nostra democrazia. Le combattiamo ogni giorno». Con queste parole, pronunciate in occasione della Giornata del Ricordo delle Vittime di Mafia, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito l’impegno dello Stato italiano nella lotta alla criminalità organizzata. Un impegno che, come sottolineato, non si limita alle dichiarazioni ma si traduce in azioni quotidiane, spesso condotte nell’ombra, per contrastare un fenomeno che continua a minacciare le fondamenta stesse del Paese.

La Giornata del Ricordo, istituita per commemorare le vittime innocenti delle mafie, si celebra ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera. Una data simbolica, scelta dall’associazione Libera contro le mafie, che nel 2025 raggiungerà la sua trentesima edizione. L’iniziativa, nata dal dolore di una madre che perse il figlio nella strage di Capaci, rappresenta un momento di riflessione collettiva e di impegno civile. «Alla prima commemorazione della strage di Capaci», ha ricordato don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, «si citarono Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, e poi gli uomini della scorta, come un gruppo inanimato. Nessuno pronunciò il nome di mio figlio».

Quel dolore, trasformato in azione, ha dato vita a un appuntamento che oggi coinvolge non solo le istituzioni ma anche le università, le scuole e la società civile. Enrico Napoli, prorettore vicario dell’Università degli Studi di Palermo, ha sottolineato come questa giornata permetta di «allargare lo sguardo e collegare diverse sedi universitarie italiane nelle città in cui, in quegli anni terribili, sono avvenuti episodi gravissimi». Per Napoli, «la memoria è il punto in cui la storia diventa vita», un passaggio cruciale per tramandare alle nuove generazioni il significato di quelle vicende.

La lotta alle mafie, tuttavia, non si esaurisce nel ricordo. Come ha evidenziato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, «il ruolo dei sindaci è cruciale nella lotta alla mafia». Le mafie, infatti, non sono solo un fenomeno criminale ma un sistema radicato e pervasivo, capace di infiltrarsi in ogni ambito della società, dall’economia alla politica, sfruttando le fragilità del sistema e tessendo reti di complicità e omertà. La loro forza risiede nella capacità di adattarsi, di mutare forma e strategia, rendendo necessaria una risposta altrettanto dinamica e coordinata.

Proprio per questo, la lotta alla criminalità organizzata richiede non solo l’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura ma anche la partecipazione attiva di ogni cittadino. Un impegno che, come ha ricordato Meloni, passa attraverso il ricordo di chi ha perso la vita per mano della mafia: «L’Italia e le sue istituzioni si inchinano davanti al sacrificio di chi ha perso la vita per mano della criminalità organizzata: cittadini onesti, servitori dello Stato, persone innocenti cadute sotto i colpi vigliacchi di un giogo vile e spietato».

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