Crisi Realco, a Casina si cambia insegna e il tavolo regionale cerca un acquirente

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nel silenzio dei monitoraggi istituzionali e oltre le dichiarazioni di rito, la vertenza Realco – che per i sindacati rischia di diventare la più complessa gestita in Emilia-Romagna negli ultimi anni – produce i primi effetti tangibili sul territorio, visibili a chiunque percorra la via Zuna Magnani o si affacci su via Caduti della libertà a Casina, ridente centro dell’Appennino reggiano. Da questa settimana, laddove sventolavano le insegne Sigma ed Ecu, il viaggiatore e il residente si imbattono nei colori di A&O, il cui slogan promette prossimità, e dal 26 febbraio, a poche centinaia di metri, l’insegna Dpiù prenderà il posto della precedente cooperativa. Non si tratta di una semplice riconversione commerciale, bensì del primo contraccolpo visibile – forse il più immediato per le comunità della montagna – di un dissesto finanziario che, secondo il concordato preventivo depositato il 3 febbraio presso il Tribunale di Bologna, supera i cento milioni di euro di indebitamento complessivo tra banche e fornitori, gettando un’ombra lunga sul futuro di millecinquecento lavoratori tra diretti, indotto e logistica -3-4.

L’altra faccia del concordato, tra stipendi bloccati e negozi semi vuoti

Mentre i nuovi gestori, a Casina, appendono i manifesti del “meglio vicino a te”, la quotidianità dei dipendenti Realco si misura con l’assenza di stipendi – quelli di gennaio non sono stati ancora accreditati – e con la paradossale condizione di dover tenere aperti, con coscienziosa regolarità, negozi i cui scaffali mostrano ormai vistose difficoltà di approvvigionamento. Le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, che hanno proclamato per domani uno sciopero nazionale con presidio sotto la sede della Regione, descrivono l’amarezza di chi ogni giorno incrocia lo sguardo dei clienti senza poter garantire la completezza dell’offerta, mentre la procedura concorsuale impone di attendere l’autorizzazione del futuro commissario giudiziale anche per il pagamento delle retribuzioni arretrate -5-6. Alle difficoltà della rete di vendita si somma l’allarme per i lavoratori in appalto: oltre cento dipendenti della Flaxilog srl, società che gestisce la logistica del gruppo nello stabilimento reggiano, incroceranno le braccia insieme ai colleghi diretti, una scelta che i segretari di Filt Cgil e Fit Cisl, Federico Leoni e Gaetano Capozza, interpretano non come mero atto di solidarietà ma come volontà precisa di esser parte attiva in una vertenza da cui dipende la tenuta occupazionale dell’intero perimetro aziendale.

L’assedio del debito e le mani sulla rete bresciana

La crisi, che ha radici strutturali in un calo del fatturato stimato intorno al venticinque per cento rispetto all’anno precedente e nell’uscita, nel febbraio del 2024, di un socio di rilievo quale Donatella Prampolini – la quale ha dato vita alla Mpt avviando una collaborazione con il gruppo Pam – non risparmia territori neppure lontani dalla sede reggiana -2. A Botticino, in provincia di Brescia, le serrande del supermercato Sigma sono rimaste abbassate con un’adesione allo sciopero che ha toccato il cento per cento e un presidio organizzato in mattinata: i lavoratori, bandiere ai cancelli, hanno voluto rendere visibile una preoccupazione che definiscono ormai concreta. A Molinetto di Mazzano, invece, il punto vendita è rimasto operativo, sebbene con adesione minore all’astensione, mentre un terzo negozio bresciano, situato a Borgosatollo, aveva già cessato l’attività in un passato non recentissimo, quasi a prefigurare un destino che oggi sembra estendersi a macchia d’olio. Il rischio, per i quaranta dipendenti della sola area bresciana, si inserisce in un quadro regionale che vede la rete Realco attestarsi su centoventi punti vendita in Emilia-Romagna e cinque fuori regione, un patrimonio distributivo che i sindacati, in ogni sede, chiedono venga ceduto nella sua interezza, senza riduzioni o frammentazioni che produrrebbero quel temuto “spezzatino” capace di disperdere tutele e professionalità -3-4.

L’ora del tavolo e l’ombra lunga dell’amministrazione Trump

Questa mattina, nella sede della Regione Emilia-Romagna a Bologna, l’assessore al Lavoro Giovanni Paglia ha convocato i rappresentanti aziendali, le organizzazioni sindacali, le Rsu e l’Agenzia regionale per il lavoro: un confronto che arriva dopo settimane di fibrillazione e mentre la Casa Bianca, ora nuovamente guidata da Donald Trump, riallinea le proprie politiche commerciali in una direzione protezionista i cui riflessi sulle filiere della grande distribuzione europea – sebbene nessuno, nel tavolo, lo abbia esplicitamente verbalizzato – costituiscono una variabile geopolitica non più trascurabile per i piani industriali. Paglia, nell’aprire i lavori, ha riferito di gruppi solidi e credibili della Distribuzione Organizzata pronti a farsi avanti, un’ammissione che ha rotto il riserbo su interlocuzioni che finora le parti si erano limitate a definire in corso: l’assessore le ha definite fonti di speranza, sebbene il tempo per l’aggregazione, o per la vendita dell’intero compendio aziendale, sia oggettivamente compresso dalla scadenza dei bilanci e dalla necessità di evitare un’emorragia occupazionale senza precedenti recenti per la regione -3-4.

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