Il futuro incerto della Gambro Vantive: il fondo Carlyle conferma la vendita, si cerca un acquirente per lo stabilimento di Medolla
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Redazione Economia
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Il primo tavolo istituzionale sulla vertenza, tenutosi lunedì 23 marzo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha sciolto ogni residuo dubbio sulle intenzioni della proprietà. I vertici della società del biomedicale, insieme ai rappresentanti del fondo statunitense The Carlyle Group, hanno comunicato senza margini di equivoco la volontà di cedere lo stabilimento di Medolla, nel Modenese. Una decisione, questa, che arriva dopo settimane di attesa e che ora apre ufficialmente la fase della ricerca di un compratore. La Regione Emilia-Romagna, presente al confronto insieme alla Lombardia, agli enti locali e ai sindacati, ha riferito che l’operazione non si limiterà al solo sito emiliano. L’assessore al Lavoro, Giovanni Paglia, ha dettagliato l’evolversi della situazione spiegando che sono state “fissate le regole per un percorso che porti a una soluzione in grado di conservare la produzione del sito salvaguardando l’occupazione”.
Un’operazione globale che coinvolge migliaia di lavoratori
La cessione, come emerso nel corso dell’incontro romano, non riguarderà esclusivamente il sito produttivo di Medolla, cuore del distretto biomedicale modenese, ma si inserisce in una strategia molto più ampia decisa da Carlyle. Il fondo statunitense ha infatti confermato l’intenzione di mettere sul mercato l’intero settore dell’emodialisi, una divisione che conta circa diecimila dipendenti distribuiti in dieci paesi. Si tratta di una novità sostanziale rispetto alle prime comunicazioni aziendali, che avevano lasciato intendere una trattativa più circoscritta. Questa scelta, se da un lato amplia il raggio d’azione della vendita, dall’altro introduce elementi di complessità inauditi per una vertenza che finora aveva visto concentrata l’attenzione sui 540 lavoratori dello stabilimento modenese. L’azienda, nel corso del confronto al Mimit, ha comunque assunto impegni precisi volti a scongiurare l’ipotesi di una chiusura improvvisa.
Garanzie occupazionali e la caccia a un nuovo compratore
Nonostante l’annuncio della dismissione, la proprietà ha voluto fornire rassicurazioni sul breve periodo. Vantive si è impegnata formalmente a garantire la continuità delle attività produttive, a sostenere il business con gli investimenti necessari e, soprattutto, a mantenere i livelli occupazionali nello stabilimento di Medolla per l’intera durata del processo di vendita. Un impegno, quest’ultimo, che rappresenta un primo argine per le 500 famiglie che dipendono direttamente dal sito. La partita, ora, si sposta interamente sulla ricerca di un acquirente. Come ha spiegato la Regione al termine dell’incontro, è ufficialmente “partita la ricerca di acquirenti tra soggetti già presenti nel settore biomedicale”. Un lavoro, quello della ricerca, che dovrà svolgersi rispettando le regole fissate al tavolo ministeriale, con l’obiettivo dichiarato di preservare non solo la capacità produttiva ma anche la specificità di un sito strategico per l’economia dell’area.
Le incognite di una trattativa su scala internazionale
L’allargamento della trattativa all’intero business mondiale dell’emodialisi trasforma la vertenza Gambro Vantive in un caso industriale di portata internazionale. Mentre i lavoratori di Medolla restano in attesa di conoscere il nome del futuro proprietario, l’attenzione si concentra ora sui possibili gruppi multinazionali del settore, considerati gli unici interlocutori in grado di sostenere un’operazione di queste dimensioni. Al momento, nessun nome di potenziale acquirente è stato ufficializzato, né sono trapelati dettagli sui tempi della procedura. Ciò che appare chiaro, dalle dichiarazioni rilasciate dopo l’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è che il destino dello stabilimento modenese è ormai inscindibilmente legato a quello della più ampia divisione dell’emodialisi della multinazionale. La partita, aperta lunedì 23 marzo, si preannuncia complessa e costellata di passaggi tecnici che coinvolgeranno nuovamente le istituzioni nei prossimi mesi.




