Vantive, vendita e incertezza: a Medolla i 500 dipendenti incrociano le braccia contro la cessione del sito

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Sono rimasti davanti ai cancelli per l’intera durata del turno, dalle otto del mattino fino alle sedici, i cinquecento lavoratori della Gambro-Vantive di Medolla, che hanno aderito in massa allo sciopero indetto per la giornata di oggi, mercoledì 18 febbraio. La mobilitazione, che ha visto un presidio compatto lungo via Modenese, nasce dalla comunicazione fatta dai manager Corporate del fondo proprietario Carlyle, i quali nel corso del tavolo regionale tenutosi lunedì hanno ufficializzato l’intenzione di procedere con la cessione di alcune attività legate al business dell’emodialisi (HD) svolte nel sito modenese. Un annuncio, quello dei rappresentanti del colosso statunitense, che ha gettato nello sconforto le maestranze e acceso i riflettori su una vertenza che si preannuncia complessa, considerando che lo stabilimento rappresenta un tassello fondamentale per l’intero distretto biomedicale dell’Area Nord.

La risposta delle istituzioni e la richiesta di un confronto nazionale

Alla protesta, indetta dai sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec, si sono uniti numerosi amministratori locali, a dimostrazione di quanto la vicenda tocchi corde profonde dell'economia territoriale. Il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, e l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, hanno partecipato al presidio, sottolineando come la decisione del fondo americano metta a repentaglio un'eccellenza produttiva di rilevanza europea. Colla e Paglia hanno già annunciato l'intenzione di portare la questione a un tavolo di crisi nazionale presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, chiedendo tra l'altro il coinvolgimento diretto di Marco De Benedetti in qualità di presidente di Carlyle Italia. Un coro di voci, quello dei sindaci, a cui si sono aggiunti anche i primi cittadini di diversi comuni mantovani, vista la provenienza di molti dipendenti che risiedono oltre il confine provinciale e che temono ripercussioni occupazionali immediate.

Opzioni strategiche in bilico tra cessione e continuità produttiva

La nota diffusa nella giornata di ieri dal management di Vantive ha cercato di ridimensionare l'allarme, parlando di una valutazione in corso su una serie di opzioni strategiche che potrebbero includere la cessione di alcune attività. Un tentativo di chiarimento che, però, non ha affatto placato gli animi, dal momento che mancano elementi certi sul chi potrebbe subentrare nella gestione o su quali rami d'azienda verrebbero effettivamente alienati. L'azienda, nata storicamente come Dasco nel 1962 e diventata nel tempo un punto di riferimento nel settore delle macchine per la dialisi, si trova ora in una fase di stallo che i rappresentanti dei lavoratori giudicano inaccettabile. Da qui la decisione di proclamare non solo le otto ore di sciopero odierne, ma un intero pacchetto di quaranta ore di agitazione, già approvato all'unanimità dall'assemblea dei dipendenti, per fare pressione sulla proprietà e ottenere garanzie scritte sul futuro industriale del sito.

Un distretto in allarme per il proprio patrimonio di competenze

L'incertezza che avvolge le sorti dello stabilimento di Medolla non riguarda soltanto i livelli occupazionali diretti dei suoi cinquecento addetti, ma getta un'ombra preoccupante sull'intero indotto e sul know-how accumulato in decenni di attività. I sindacati, dal canto loro, hanno ribadito con forza la necessità di individuare acquirenti seri, possibilmente legati a progetti di sviluppo e non a logiche meramente finanziarie, affinché il sito possa continuare a operare e a competere sui mercati internazionali. L'invito rivolto ai sindaci del territorio a partecipare alla mobilitazione è stato raccolto in modo trasversale, con l'obiettivo di tenere alta l'attenzione politica e mediatica su una crisi che, se non gestita con tempestività, rischia di depauperare un patrimonio industriale costruito in oltre sessant'anni di storia.

Description: Sciopero dei 500 dipendenti Vantive a Medolla contro la decisione del fondo Carlyle di vendere il sito. Presenti sindaci e Regione per chiedere garanzie occupazionali.

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