Tesla Roadster, il brevetto dell'ala mobile da 700 kg di deportanza
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A quasi nove anni di distanza dalla presentazione della concept che avrebbe dovuto rivoluzionare il mercato delle sportive elettriche, la Tesla Roadster di seconda generazione continua a far discutere di sé. Mentre l'attesa per l'evento di presentazione ufficiale resta alta, un brevetto depositato presso l'ufficio statunitense competente ha svelato nuovi dettagli su quella che potrebbe essere una delle soluzioni aerodinamiche più sofisticate mai viste su una vettura di serie.
Il documento, che descrive un sistema di ala posteriore attiva, getta luce su aspetti tecnici finora rimasti nell'ombra e conferma come il progetto sia stato profondamente rivisto rispetto alle promesse iniziali.
Il brevetto e il sistema di aerodinamica attiva
Stando a quanto riportato nel brevetto, l'ala posteriore della nuova Roadster sarà composta da due elementi principali: un profilo principale e uno slat di bordo d'attacco di dimensioni ridotte, posizionato a pochi millimetri di distanza. In condizioni di guida normale, l'intero complesso rimane nascosto, a filo con la carrozzeria, grazie a una sagomatura che ne consente l'alloggiamento senza alterare la linea della vettura.
Il meccanismo di estensione si basa su un sistema a quadrilatero articolato che permette all'ala di sollevarsi e arretrare in meno di tre secondi, con la capacità di modificare il proprio angolo di incidenza in appena un quarto di secondo. La vera novità risiede nella capacità di generare fino a 700 kg di deportanza alla massima velocità, un valore che colloca la Roadster nel territorio delle hypercar più estreme.
La gestione dell'ala non sarà demandata esclusivamente al conducente. Il brevetto descrive un sistema di controllo elettronico che regola costantemente la posizione del profilo in base a una serie di parametri, tra cui la velocità del veicolo, l'accelerazione, l'angolo di sterzata, la pressione sul freno e persino i dati provenienti dai sensori di guida autonoma. In rettilineo, l'ala si appiattisce per ridurre la resistenza aerodinamica e favorire la velocità massima; in frenata o in curva, si solleva per massimizzare l'aderenza.
Il sistema è persino in grado di riconoscere automaticamente l'ingresso in un circuito, attivando la configurazione più aggressiva senza intervento manuale. Per garantire la tenuta in posizione sotto carico senza consumo energetico continuo, Tesla ha previsto l'utilizzo di attuatori non reversibili.
Design e richiami alla concept originale
Sebbene il brevetto non citi esplicitamente il nome Roadster, i disegni tecnici allegati mostrano una vettura a due porte con un profilo fastback e un diffusore posteriore di dimensioni generose. I passaruota risultano particolarmente scolpiti, mentre le minigonne laterali appaiono massicce, a conferma della volontà di gestire flussi d'aria consistenti per mantenere stabile la vettura alle velocità più elevate. La linea generale richiama da vicino quella della concept mostrata per la prima volta nel 2017, ma con alcune differenze significative.
Il padiglione presenta un'inclinazione estremamente accentuata e i gruppi ottici posteriori sono caratterizzati da una barra a tutta larghezza molto sottile. L'unico elemento che si discosta dalla versione originale riguarda il tetto, che nei disegni appare completamente chiuso anziché rimovibile come nella concept.
Sicurezza e gestione delle collisioni
Un'ala di dimensioni così generose, capace di estendersi oltre la lunghezza del paraurti posteriore, comporta inevitabilmente delle criticità legate alla sicurezza. Il brevetto affronta la questione descrivendo due sistemi distinti. Il primo è di natura meccanica: in caso di impatto con un ciclista, un motociclista o un pedone, appositi fermi si rilasciano oltre una determinata soglia di forza, permettendo all'ala di ripiegarsi fino a rientrare nel profilo del veicolo.
Il secondo sistema è di tipo predittivo e sfrutta i sensori di bordo, tra cui telecamere, radar e lidar, per avviare la retrazione dell'ala prima di una collisione posteriore prevista. Il compromesso, come ammesso nel documento stesso, risiede nella perdita di stabilità aerodinamica che si verifica quando la configurazione cambia bruscamente durante una manovra.
Un progetto in continua evoluzione
La storia della Roadster di seconda generazione è costellata di annunci, promesse e rinvii che si susseguono dal novembre 2017, quando fu presentata la concept insieme al camion elettrico Semi. Mentre quest'ultimo è entrato in produzione nel 2022, la sportiva a due posti non ha ancora visto la luce in versione definitiva. Le specifiche annunciate all'epoca parlavano di un'accelerazione da zero a cento chilometri orari in poco meno di due secondi, una velocità massima superiore ai 400 km/h e un'autonomia vicina ai mille chilometri.
Nel corso degli anni, Elon Musk ha più volte accennato alla possibilità di equipaggiare la vettura con propulsori a gas freddo sviluppati in collaborazione con SpaceX, in grado di migliorare accelerazione, frenata e tenuta in curva. La documentazione brevettuale più recente suggerisce che il progetto sia stato oggetto di una revisione sostanziale, con soluzioni tecniche che vanno oltre quanto inizialmente ipotizzato.
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