Il viaggio della fiamma olimpica in Alto Adige, tra leggende dello sport e suggestioni naturali
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Redazione Sport
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Il viaggio della fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026, un percorso che unisce simbolicamente il territorio italiano in attesa dei Giochi, ha toccato le province di Bolzano e Pordenone, regalando momenti di forte partecipazione e incontro tra generazioni di campioni. Dopo aver attraversato Dobbiaco sul tradizionale mezzo di una carrozza, scortata dalle tre sorelle Santer – Nathalie, Saskia e Stephanie, atlete di riferimento per il biathlon nazionale –, il simbolo più prestigioso dello sport mondiale ha fatto tappa ad Anterselva, località che tra poco più di un anno vivrà giorni di grande intensità agonistica quando, dall’8 al 21 febbraio, saliranno sul podio i protagonisti delle gare di biathlon. Il tour, che si snoda tra paesaggi imbiancati e una rinnovata copertura nevosa, ha poi puntato verso Plan de Corones, dove ad attenderla c’erano personalità che hanno scritto pagine indelebili dello sport, non solo italiano.
Il passaggio del testimone tra miti azzurri
L’Alto Adige ha infatti scelto di affidare la fiaccola a due icone, le cui gesta sono note ben oltre i confini regionali. Reinhold Messner, alpinista esploratore la cui fama è legata alle imprese in alta quota, ha preso in mano il tedoforo in una cornice montana a lui familiare, quasi a suggellare un ideale legame tra l’essenza pura della sfida sportiva e l’ambiente naturale che farà da sfondo alle Olimpiadi. In serata, l’attenzione si è spostata sul capoluogo, Bolzano, dove nella centralissima piazza Walther l’accensione del braciere è stata affidata a Tania Cagnotto, tuffatrice bolzanina il cui palmarès, costellato di medaglie internazionali, ne fa un modello per gli atleti delle nuove leve. Un passaggio di testimone carico di significato, che ha unito sotto il segno dei cinque cerchi discipline e epoche diverse.
L’articolata macchina della sicurezza
Parallelamente, in provincia di Pordenone la giornata del passaggio della fiaccola si è svolta in un clima di serena partecipazione, con una numerosa presenza di cittadini e appassionati accorsi per assistere all’evento. La riuscita della manifestazione – che ha visto anche la partecipazione di numerose autorità civili – è stata garantita da un articolato servizio di ordine e sicurezza pubblica, predisposto e coordinato dalla Questura locale. L’impiego congiunto e qualificato della Polizia di Stato e di tutte le altre Forze di Polizia ha permesso di gestire il flusso di persone e di assicurare il regolare svolgimento del percorso, dimostrando come tali appuntamenti richiedano una pianificazione minuziosa, spesso poco visibile al grande pubblico ma fondamentale.
Uno scenario naturale da protagonista
Quello che sta emergendo dal viaggio della fiamma è anche il ruolo da coprotagonista assunto dal territorio e dai fenomeni naturali, elementi che sembrano voler accompagnare l’avvicinamento ai Giochi. Nel comprensorio Pontedilegno-Tonale, dove il simbolo olimpico è atteso per il 30 gennaio, l’arrivo della fiaccola coincide con un ritrovato manto nevoso che ha finalmente imbiancato i cento chilometri di piste, dopo settimane di attesa e preoccupazione. Un allineamento di circostanze, quasi perfetto, che viene letto come un segnale positivo e che aggiunge suggestione a un evento già di per sé carico di emotività, mentre l’intero arco alpino si prepara a scrivere una nuova pagina di storia olimpica.




