Giallo a Torri di Quartesolo, donna trovata agonizzante in una pozza di sangue
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Redazione Interno
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Una donna di 49 anni è stata rinvenuta in condizioni disperate, poco prima dell’alba di giovedì 4 dicembre, nel cortile della palazzina dove risiede a Torri di Quartesolo, in provincia di Vicenza. Riversa in una copiosa pozza di sangue, e con un esteso trauma cranico, la vittima è stata soccorsa dai sanitari del Suem 118, i quali, ricevuta la chiamata di allarme, l’hanno immediatamente trasferita in codice rosso all’ospedale San Bortolo di Vicenza. Qui, il suo quadro clinico – definito dai medici come estremamente grave – ha reso necessario il ricovero nel reparto di rianimazione, dove tuttora la donna lotta per la vita, mentre gli investigatori tentano di ricostruire l’accaduto.
L'intervento delle forze dell'ordine e le indagini in corso
Sul posto, dopo il trasferimento della donna, sono intervenute le pattuglie della squadra mobile della questura vicentina e gli specialisti della polizia scientifica, i quali, sotto la direzione della Procura della Repubblica, hanno iniziato a svolgere i consueti e meticolosi rilievi. L’area del ritrovamento, che si trova all’esterno dell’abitazione in cui la quarantanovenne convive con il compagno e un figlio, è stata delimitata e sottoposta a un attento esame per raccogliere qualsiasi elemento utile. La dinamica dell’evento, al momento, rimane completamente avvolta nel mistero, e nessuna ipotesi – compresa quella di un possibile gesto volontario, di una caduta accidentale o di un’aggressione – è stata al momento scartata dagli inquirenti, i quali procedono a un vaglio scrupoloso di ogni indizio.
Il nodo cruciale della ricostruzione dei fatti
Sebbene la segnalazione alle autorità sanitarie risulti essere partita, secondo le prime informazioni, proprio dal compagno della donna, le circostanze precise che hanno preceduto il drammatico ritrovamento sono tutto fuor chiare. Gli investigatori, pertanto, si stanno dedicando a una minuziosa analisi della scena, esaminando anche le eventuali prove video che potrebbero essere state registrate dalle telecamere di sorveglianza della zona, al fine di tracciare una sequenza temporale attendibile degli eventi. L’interrogatorio delle persone vicine alla donna, compresi i familiari, costituisce un altro tassello fondamentale di un’inchiesta che, data la gravità delle condizioni della vittima, assume un carattere di assoluta priorità per le forze dell’ordine.
Il silenzio della vittima e il lavoro degli investigatori
La gravità del trauma subito dalla donna, che ne impedisce ovviamente qualsiasi tipo di comunicazione, rappresenta un ostacolo oggettivo per gli inquirenti, i quali sono costretti a basare la propria attività esclusivamente sulle evidenze materiali e sulle testimonianze indirette. Questo aspetto, unito alla mancanza di una versione chiara dei fatti, rende il lavoro della scientifica e della squadra mobile ancor più decisivo, poiché dovranno essere loro, attraverso l’esame del luogo e degli oggetti, a fornire le prime risposte su quanto realmente accaduto in quella fredda mattina di dicembre, quando una vita è stata trovata in bilico sul ciglio di un cortile.




