Calvagese della Riviera, bimbo di tre anni muore intossicato dal monossido di carbonio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La dinamica, che ha i connotati di una tragedia annunciata dettata dalla fatalità e forse dall’incuria, si è consumata nel tardo pomeriggio tra le mura domestiche di un’abitazione nella frazione Carzago, dove il silenzio è stato rotto solo dall’arrivo delle sirene dei soccorsi. Un malfunzionamento della stufa, secondo quanto emergerebbe dalle prime e stringate verifiche, avrebbe saturato gli ambienti di quella che doveva essere un’oasi di calore con l’invisibile e letale monossido, un gas subdolo e privo di odore che non concede scampo. La famiglia di origine pachistana che occupava l’appartamento – la madre trentenne e i due figli piccoli, di cinque e tre anni – è stata così colta alla sprovvista, senza alcun preavviso che potesse suggerire il pericolo imminente.

I soccorsi e il tentativo di rianimazione

Il personale del 118, giunto sul posto dopo la chiamata di allarme, ha trovato una scena di cui, purtroppo, si conoscono i crudi elementi: la donna e il bambino più grande in grave stato di intossicazione, trasportati d’urgenza al Poliambulanza di Brescia dove sono stati ricoverati per le necessarie cure. Per il più piccolo, il bimbo di appena tre anni, nonostante i prolungati e disperati tentativi di rianimazione effettuati sul posto dagli operatori sanitari, non c’è stato purtroppo nulla da fare. Le manovre, protratte nel vano tentativo di strapparlo a quella morte assurda, si sono concluse con la constatazione del decesso, mentre la notizia iniziava a diffondersi per il paese, lasciando un senso di impotenza e di lutto.

Le indagini per accertare le responsabilità

Sul caso, com’è ovvio che sia, è immediatamente scattata l’inchiesta delle autorità competenti, chiamate a fare luce sulle precise circostanze tecniche che hanno portato al guasto dell’apparecchio. Gli investigatori, coordinati dalla procura, dovranno stabilire se all’origine della fuoriuscita di monossido vi sia stato un banale caso fortuito, un difetto di fabbricazione della stufa, una sua errata installazione o una mancata manutenzione, quest’ultima spesso cruciale in simili tragedie domestiche. Si procederà, pertanto, a una perizia sull’impianto e a un esame approfondito dello stato dei locali, per escludere o confermare ogni ipotesi e ricostruire l’esatta sequenza degli eventi.

Il tema della sicurezza degli impianti

Episodi come questi, al di là della specifica vicenda giudiziaria che si aprirà, riportano periodicamente alla ribalta la questione, mai sufficientemente dibattuta, della sicurezza degli impianti di riscaldamento all’interno delle abitazioni, specialmente in quelle più datate o dove i controlli periodici non vengono eseguiti con la dovuta scrupolosità. Il monossido di carbonio, che si sprigiona da una combustione incompleta in apparecchi malfunzionanti o in ambienti scarsamente ventilati, miete ogni anno vittime in silenzio, spesso tra le fasce più vulnerabili della popolazione. La cronaca nera, purtroppo, registra con troppa frequenza casi analoghi, che seguono uno schema identico: una normale serata in famiglia, un apparecchio che diventa una trappola, e l’intervento dei soccorsi che, a volte, arriva inesorabilmente in ritardo.

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