Aumento delle sigarette nella manovra, Giorgetti: "Rincaro di pochi centesimi"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il fumo, si sa, è un vizio costoso, e lo diventerà ancor di più a partire dal primo giorno del 2026, quando un nuovo scatto delle accise sul tabacco, inserito a pieno titolo tra le coperture della legge di Bilancio, renderà più salato l’acquisto di un pacchetto. L’intervento, che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha definito come un aumento contenuto, «di poco», è stato calibrato per generare un gettito progressivo, il quale, sebbene modesto nel primo esercizio – si parla di un impatto compreso tra i 100 e i 200 milioni di euro – è destinato a consolidarsi nei due anni successivi, fino a toccare, per le marche più care, un rincaro che potrebbe sfiorare l’euro e cinquanta al pacchetto.

Il meccanismo della revisione fiscale

All’origine del provvedimento vi è una revisione del calendario fiscale dei tabacchi, la quale, agendo sulle accise, andrà a modificare la struttura dei prezzi al consumo, colpendo non soltanto le sigarette tradizionali ma, seppur in misura differente, l’intero settore, dai tabacchi trinciati fino alle sigarette elettroniche. Quest’ultime, stando a quanto trapelato, subiranno un aggravio più lieve, a conferma di una strategia che sembra voler disincentivare in modo particolare il consumo dei prodotti da combustione, quelli storicamente più diffusi e, al contempo, più controversi sotto il profilo sanitario.

Le risorse per la manovra

Quello sul tabacco rappresenta uno dei tasselli, sebbene non il più cospicuo, del complesso mosaico di entrate che il governo Meloni ha messo in campo per finanziare la prossima manovra, la quale dovrà fare i conti con i nuovi parametri del Patto di Stabilità europeo. Accanto a questa misura, infatti, si collocano i tagli ai budget di ministeri e amministrazioni centrali, i quali, nel loro insieme, ammontano a circa due miliardi di euro, una cifra che dà la misura dello sforzo compiuto dall’esecutivo per trovare un equilibrio tra le esigenze di spesa e i vincoli di finanza pubblica.

Gli effetti sul mercato

L’incremento, che si applicherà secondo una tempistica graduale distribuita su un triennio, è destinato a ripercuotersi sull’intera filiera, dai produttori ai consumatori finali, i quali si troveranno a dover sostenere una spesa maggiore per un prodotto il cui consumo, peraltro, è in costante calo da anni. Se ne vedranno gli effetti, soprattutto, sulle casse dello Stato, che potrà contare su un flusso di entrate aggiuntive e, al tempo stesso, su una potenziale ulteriore riduzione del numero di fumatori, un obiettivo di salute pubblica che spesso va di pari passo con le politiche fiscali sul tabacco.

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