Team Cherry: i futuri giochi di Hollow Knight dopo Silksong saranno standalone
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Redazione Scienza e Tecnologia
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In una rara intervista rilasciata all'ACMI, il museo australiano dedicato all'immagine in movimento, Ari Gibson e William Pellen di Team Cherry hanno tracciato, con una chiarezza inusuale, le coordinate del futuro creativo che intendono perseguire oltre l'attesissimo Hollow Knight: Silksong. Le loro dichiarazioni, che si allontanano da una visione tradizionale delle saghe videoludiche, delimitano un orizzonte nel quale ogni nuovo capitolo, qualora venisse realizzato, sarebbe concepito come un'entità narrativa e di gioco autosufficiente. Questo approccio, che privilegia l'autonomia dell'esperienza rispetto a una continuità rigida, rappresenta una scelta progettuale precisa, la quale mira a costruire un universo coeso ma non sequenziale.
Un ecosistema di giochi paralleli
Gibson e Pellen hanno espresso senza ambagi il loro desiderio di immaginare una serie composta da titoli che "semplicemente esistono uno accanto all’altro", utilizzando una formula che evoca un ecosistema di mondi paralleli piuttosto che una linea temporale progressiva. Un eventuale nuovo Hollow Knight, quindi, non si porrebbe come un "Hollow Knight 3" nel senso convenzionale del termine, non richiedendo, per essere compreso e goduto appieno, di aver giocato ai capitoli che lo hanno preceduto. L'idea di fondo, che essi stessi definiscono un sogno progettuale, è quella di creare opere complementari, ciascuna delle quali aggiunga un tassello indipendente a un macrocosmo più ampio, stando "fianco a fianco" con l'originale e con Silksong.
La filosofia dello sviluppo
Questa filosofia, che emerge con forza dalle parole dei due sviluppatori, sembra riflettere una volontà di non incatenare la creatività a una narrazione obbligata, preservando quella libertà che ha caratterizzato il primo titolo. La scelta di realizzare esperienze autonome, del resto, permetterebbe a Team Cherry di esplorare diversi angoli del loro affascinante universo senza il peso di dover necessariamente collegare ogni evento a quanto già stabilito. Si tratterebbe, in sostanza, di una serie i cui elementi, pur condividendo la stessa essenza stilistica e tematica, possono essere fruiti in un ordine qualsiasi, offrendo a ciascun giocatore un percorso personale di scoperta.
Le dichiarazioni degli autori
"Se ci fossero altri giochi, speriamo che seguano lo stesso schema", hanno affermato Gibson e Pellen, lasciando intendere come il modello adottato per Silksong – che è al contempo un seguito e un'avventura a sé stante – potrebbe diventare la regola per ogni futuro sviluppo. Le loro parole, pubblicate in una guida ufficiale dell'ente culturale, non lasciano spazio a interpretazioni: un nuovo capitolo sarebbe un'"esperienza autonoma", un titolo pienamente indipendente pensato per reggersi sulle proprie gambe. Tale dichiarazione di intenti, per quanto preliminare, delinea una direzione chiara per lo studio, impegnato a consolidare un'identità che va oltre le convenzioni di genere.




