Moviola Parma Cremonese: gli episodi dubbi del match di Serie A diretto da Fabbri
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Redazione Sport
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La trentesima giornata del campionato di Serie A, quella che ha segnato l’esordio vittorioso di Giampaolo sulla panchina della Cremonese, ha offerto al Tardini un confronto dal finale impietoso per i padroni di casa: il 2-0 firmato Maleh e Vandeputte nel secondo tempo ha ridisegnato la corsa salvezza, ma il percorso che ha portato a questo risultato è stato scandito da una serie di episodi arbitrali – valutati al termine della gara – che hanno visto protagonista il direttore di gara Fabbri. La sua direzione, caratterizzata da un approccio che ha spesso privilegiato il dialogo e la gestione muscolare delle tensioni piuttosto che un intervento sanzionatorio immediato, ha inevitabilmente alimentato il dibattito sulle scelte tecniche adottate nel corso dei novanta minuti.
Il primo tempo e la gestione del contatto fisico
La prima frazione di gioco si era sviluppata su ritmi alti, con il Parma spinto dal fattore campo a cercare l’iniziativa e la Cremonese a rispondere con fisicità. È proprio su questo terreno che Fabbri ha dovuto operare le sue prime valutazioni: diversi contrasti a centrocampo, in particolare quelli che coinvolgevano le linee mediane delle due squadre, sono rimasti privi di sanzioni disciplinari. Una scelta di campo, quella di lasciar correre, che ha trovato un primo momento di verità in occasione di un intervento in uscita bassa su un calciatore del Parma lanciato verso l’area. Il direttore di gara, posizionato dietro la linea del pallone, ha lasciato proseguire, ritenendo il contatto lecito; scelta confermata poi dal quarto uomo durante la successiva interruzione del gioco, ma che negli spogliatoi ha generato qualche mugugno tra i padroni di casa.
L’episodio centrale nella ripresa: la possibile rete e il fuorigioco
Il momento di maggiore tensione arbitrale è arrivato nella seconda metà della ripresa, quando il risultato era ancora fermo sullo 0. Un’azione offensiva della Cremonese si era conclusa con la palla che aveva superato la linea di porta dopo una respinta corta dell’estremo difensore ducale. L’esultanza degli ospiti è stata però immediatamente spenta dalla bandierina dell’assistente, che segnalava una posizione irregolare di un attaccante grigiorosso nella fase di costruzione dell’azione. Fabbri, dopo aver atteso la fine dell’azione per valutare eventuali sviluppi, ha confermato la decisione del collaboratore. La moviola ha evidenziato come la posizione dell’attaccante fosse sul filo del fuorigioco, con un margine di centimetri che ha reso la scelta dell’assistente estremamente complessa ma tecnicamente fondata secondo la linea tracciata dal gomito del difensore.
Il giallo dimenticato e le conseguenze sul finale
A rendere ancora più spinosa la direzione di Fabbri è stata una discrepanza nel trattamento sanzionatorio tra i due contendenti. Nel corso del secondo tempo, un calciatore della Cremonese autore di un fallo a centrocampo su un avversario in ripartenza è stato sanzionato solo con la punizione, nonostante la chiara intenzione di interrompere un’azione potenzialmente pericolosa. L’episodio è stato segnalato dal capitano del Parma all’arbitro, che ha però deciso di non estrarre il cartellino giallo. A pochi minuti di distanza, un fallo di analoga entità ma commesso da un giocatore del Parma ha invece portato immediatamente alla sanzione disciplinare. Questa difformità di giudizio, rilevata anche dagli addetti ai lavori nell’analisi post-partita, ha alterato la percezione di equità nella gestione della gara, sebbene non abbia avuto un impatto diretto sulle due reti che hanno poi deciso il match.
La rete del vantaggio e la verifica al Var
Il gol del vantaggio siglato da Maleh è stato preceduto da un lungo check della sala Var. L’azione nasceva da un recupero palla nella trequarti offensiva grigiorossa, con un contatto in mezzo al campo tra due centrocampisti che aveva fatto cadere a terra un calciatore del Parma. Fabbri, ritenendo il contrasto regolare, aveva lasciato proseguire, dando il via alla combinazione che ha portato alla rete. Il protocollo ha attivato la verifica automatizzata: gli occhi elettronici hanno scansionato la fase di costruzione per escludere un fallo di mano o un’infrazione precedente all’azione di gol. Il verdetto è stato di convalida, certificando che per la tecnologia non vi erano gli estremi per l’annullamento. Un responso che, sebbene tecnicamente ineccepibile, ha lasciato gli animi dei giocatori di casa accesi per quanto accaduto nei minuti precedenti, contribuendo a un finale di gara nervoso che Fabbri ha gestito con il solo ausilio del dialogo, senza ulteriori provvedimenti espulsivi nonostante i toni accesi.




