Caldo killer in classe, presidente di maturità sviene a Mestre. Pacifico (Anief): "Basta rinvii, servono climatizzatori subito"
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Redazione Interno
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La maturità è sempre stato un momento di tensione, ma quest’anno il caldo ha trasformato l’ansia da esame in un rischio concreto per la salute. L’episodio di Mestre, dove un presidente di commissione è svenuto durante le prove orali battendo la testa al suolo, ha rotto un silenzio che durava da troppo tempo. L’istituto Luzzatti, alla Gazzera, è diventato il simbolo di un’emergenza nazionale che coinvolge milioni di studenti e docenti, costretti a lavorare in aule che si trasformano in fornace.
Il docente, dopo una mattinata di interrogazioni, è caduto a peso morto ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale dell’Angelo; gli esami sono stati immediatamente sospesi.
Il malore durante gli orali e la sospensione degli esami
Martedì 29 giugno, nella sede di via Perlan, la commissione stava interrogando gli ultimi candidati degli indirizzi Odontotecnico e Manutenzione e assistenza tecnica. Mancavano solo due studenti alla conclusione dei lavori quando il presidente si è sentito male, probabilmente a causa delle temperature elevate che in aula superavano i trentacinque gradi. L’impatto con il pavimento ha reso ancora più preoccupante un malore che, fortunatamente, non avrebbe avuto conseguenze gravi.
Sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118, che ha trasportato il professore al pronto soccorso, mentre la commissione, rimasta senza il suo presidente, ha dovuto interrompere le prove. Il dirigente scolastico reggente, Michelangelo Lamonica, ha spiegato di aver seguito il protocollo di sicurezza previsto in questi casi, chiamando i soccorsi e avvisando gli uffici territoriali.
"La scuola non è climatizzata": la denuncia del dirigente
A parlare, oltre al preside, è la realtà concreta di un edificio che, come migliaia di altri in Italia, non dispone di impianti di refrigerazione. "La scuola, come tutte, non è climatizzata - ha dichiarato Lamonica - cerchiamo di utilizzare le aule meno calde e di lasciare le finestre aperte per arieggiare. Il clima è vivibile, ma certamente non è fresco".
Il problema, come ha sottolineato il dirigente, non riguarda solo il Luzzatti, ma è una piaga che attraversa l'intero sistema scolastico nazionale: nessun istituto è infatti dotato di impianti di climatizzazione adeguati a fronteggiare le ondate di calore che ormai caratterizzano i mesi estivi. In queste condizioni, l'intensità del lavoro delle commissioni - spesso composte da presidenti che arrivano da fuori città e affrontano lunghi spostamenti - si somma a un disagio ambientale che mette a dura prova la resistenza fisica di tutti i presenti.
La replica del sindacato: "Non si può rischiare la vita a scuola"
A commentare la vicenda è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale dell'Anief, che ha lanciato un appello senza mezzi termini alle istituzioni. "Non si possono svolgere esami e attività scolastiche di ogni genere in classi dove si sfiorano i 40 gradi centigradi - ha dichiarato Pacifico - basta rinvii, servono climatizzatori subito". Il leader sindacale ha ribadito come non si tratti di un semplice disagio, ma di un vero e proprio problema di sicurezza sul lavoro, che espone docenti, personale Ata e studenti a rischi per la salute.
L’allarme dell'Anief, in realtà, non è nuovo: già nei giorni scorsi il sindacato aveva sollevato il problema delle condizioni estreme in cui si svolgono gli esami di Stato, chiedendo un piano nazionale di interventi strutturali per l'adattamento climatico degli edifici scolastici. L'episodio di Mestre, con il presidente di commissione svenuto e ferito, aggiunge un capitolo drammatico a una lunga serie di segnalazioni che da anni denunciano l'inadeguatezza delle scuole italiane.
Un problema strutturale che non può più attendere
L'emergenza caldo nelle scuole è ormai un fenomeno ricorrente che mette in luce le carenze croniche dell'edilizia scolastica. In molte regioni, le temperature in classe superano regolarmente i trenta gradi, e l'unica soluzione adottata è spesso quella di tenere le finestre spalancate, un espediente che si rivela del tutto insufficiente durante le ondate di calore più intense.
La mancanza di climatizzazione, d'altra parte, non è solo un problema di comfort, ma incide direttamente sulla qualità del lavoro e sulla salute di chi è costretto a rimanere in quei locali per ore. Il caso del Luzzatti-Gramsci di Mestre, dove il presidente di commissione è svenuto al termine di una mattinata di interrogazioni, dimostra che il rischio di malori è concreto e che la situazione è ormai fuori controllo.
Non si tratta più di una questione da rimandare a un futuro piano di investimenti: serve un intervento immediato per garantire aule sicure e salubri, a partire dalle sedi in cui si svolgono gli esami di Stato.




