Hyundai alla Milano design week 2026, l’installazione “Unfold Stories” e l’anteprima della Ioniq 3

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Redazione Economia Redazione Economia   -   C’è chi porta mobili, chi luci e chi oggetti di arredo. Poi c’è chi, come Hyundai, sceglie il palcoscenico più autorevole del progetto contemporaneo – la Milano design week – per mostrare al mondo non un concept di poltrona, bensì un’automobile destinata alla produzione di serie. La casa coreana, la cui ultima vettura provata dalla nostra redazione era la grande Ioniq 9, ha deciso di approfittare della kermesse in corso fino a domenica 26 aprile per svelare in anteprima mondiale la nuova Ioniq 3, una berlina compatta completamente elettrica che va ad ampliare verso il basso la famiglia Ioniq. L’occasione è l’installazione “Unfold Stories”, allestita negli spazi un tempo industriali della Torneria Tortona (via Tortona 32), un luogo che, complice la settimana del design, si trasforma in un cantiere narrativo aperto al pubblico tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00.

Un percorso immersivo dentro il linguaggio di design del marchio

L’idea che guida l’esposizione, la quale non si limita a schierare vetture su pedane, è quella di un viaggio. Un viaggio, per l’esattezza, che parte dal foglio di carta piegato a mano – una sorta di schizzo primordiale, quasi infantile – e arriva fino alle superfici scolpite nell’acciaio della Ioniq 3. Lungo il percorso, che gli organizzatori descrivono come interattivo e immersivo, il visitatore si imbatte in stazioni dove il processo creativo viene letteralmente scomposto: si parte dalla mood board, si passa attraverso i modelli in argilla digitale e fisica, e si finisce con l’illuminazione dinamica che restituisce la firma luminosa dei nuovi modelli elettrici. Non c’è alcuna concessione al semplice espositivo: ogni stanza della Torneria racconta un frammento dell’evoluzione stilistica del brand, quella che negli ultimi anni ha abbandonato le linee tese per abbracciare superfici più scolpite e volumi razionali.

Ioniq 3, la berlina compatta che mancava nella gamma elettrica

Proprio al culmine di questo racconto – un racconto che Hyundai ha voluto battezzare “Unfold Stories”, quasi a sottolineare il dispiegarsi di una narrazione interna – fa la sua comparsa la Ioniq 3. Senza entrare in dettagli tecnici che qui non interessano (le schede tecniche si consultano altrove), va detto che la vettura si colloca dimensionalmente sotto la Ioniq 5 e la Ioniq 6, andando a coprire quel segmento di berline compatte a batteria dove oggi la concorrenza è agguerrita. Le linee, se si osserva con attenzione l’esemplare esposto, riprendono alcuni dei tratti distintivi della famiglia – dai fari a pixel parametrici alle superfici pulite – ma con un’attenzione maggiore all’efficienza aerodinamica. Non si tratta di un’auto da sogno, ma di una vettura pensata per la mobilità quotidiana di domani, una mobilità che, a giudicare dal contesto, passa anche attraverso il design come strumento di riconoscibilità.

Torneria Tortona, lo spazio scelto per raccontare il processo creativo

La scelta della location non è affatto casuale. La Torneria Tortona, ex officina meccanica con i suoi mattoni a vista e le grandi vetrate, offre un contrasto voluto tra la ruvidezza industriale del passato e la levigatezza digitale del presente automobilistico. Fino al 26 aprile, chi varca il cancello di via Tortona 32 si troverà davanti non tanto a un classico stand automobilistico – quelli li si vedono ai saloni di Ginevra o di Monaco – quanto piuttosto a un laboratorio aperto. Il pubblico può avvicinarsi ai modellini, osservare i designer (presenti in alcuni momenti della giornata) mentre lavorano a nuovi schizzi, e persino interagire con alcune installazioni che rispondono al movimento. L’obiettivo, dichiarato a mezza voce dagli addetti ai lavori, è quello di umanizzare il processo: mostrare che dietro ogni linea c’è una mano, un ripensamento, una cancellazione.

Dalla carta all’acciaio, il viaggio dell’installazione

“Unfold Stories” si sviluppa come una sequenza di ambienti, ciascuno dei quali corrisponde a una fase del metodo di progettazione adottato dal centro stile Hyundai. Si inizia con un’ampia parete di schizzi originali – alcuni dei quali, a guardarli bene, rivelano soluzioni poi abbandonate – per passare a una sala dedicata alla modellazione in argilla, dove un braccio robotico scolpisce lentamente una forma in scala ridotta. La terza stanza è quella della realtà aumentata: qui, indossando un visore (fornito dall’organizzazione), si può “smontare” virtualmente la carrozzeria della Ioniq 3 e osservare l’integrazione tra batteria, motori e abitacolo. L’ultima sala, infine, ospita la vettura reale, illuminata da un fascio di luce che cambia intensità per esaltare le superfici. Nessuna voce fuori campo né didascalie ridondanti: il racconto è affidato alle immagini, ai materiali e a un sottofondo sonoro che ricorda il rumore di una matita che corre su un foglio.

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