Il 6 aprile è il "carbonara day", omaggio a un piatto che divide tra tradizione e innovazione

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Domani, 6 aprile, si celebra il "carbonara day", un tributo a uno dei piatti più iconici della cucina italiana, nato ufficialmente settant’anni fa sulle pagine di un mensile di Cucina Italiana. Pochi ingredienti – guanciale, uovo, pecorino romano e pepe nero – bastano a scatenare un dibattito infinito tra puristi e innovatori. I primi difendono la ricetta originale, intoccabile nella sua essenza, mentre i secondi sperimentano varianti che spaziano dalla pancetta al grana, fino alle versioni vegetariane o addirittura di mare.

Il #CarbonaraDay, diventato ormai una "spaghettata social" globale, lo scorso anno ha coinvolto oltre tre milioni di appassionati, e anche quest’anno l’Unione Italiana Food punta a rilanciare l’evento con un tema inedito: #FormatoCarbonara. La domanda, infatti, non è più solo sugli ingredienti, ma sulla forma di pasta migliore per esaltare il condimento. Una questione che divide quasi quanto la scelta tra guanciale e pancetta.

A Roma, dove la carbonara regna incontrastata, l’occasione è ghiotta per chef e ristoratori. Dai locali più tradizionali alle proposte gourmet, il piatto viene reinterpretato in mille modi: c’è chi, come Barbara Agosti di Eggs, lo serve su uno stecco come un ghiacciolo, e chi, come lo stellato Riccardo Di Giacinto di All’Oro, lo trasforma in un "riassunto" di sapori. William Anzidei, invece, ha conquistato il pubblico con la sua versione a "caramella".

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